NOTIZIE 2008

Alitalia: di chi è la colpa?

di paolo Emiliani

La trattativa tra i sindacati e la cordata pronta a rilevare Alitalia, con la mediazione di Fantozzi, è andata avanti fino all’alba, troppo tardi per poter dare notizia dell’esito finale in questa edizione, ma una domanda resta comunque valida: di chi è la colpa?
Sì, perché si può in ogni caso parlare di colpa, qualunque sia stato il finale di questa farsa che però si trasforma in tragedia per tanti lavoratori e per tutti gli italiani comunque defraudati della loro compagnia aerea di bandiera.
Mettiamo che non si sia trovato l’accordo, che i sindacati abbiano rifiutato una piattaforma decisamente tutta al ribasso. Qualcuno ha tentato in questi giorni di scaricare proprio sui lavoratori un eventuale insuccesso, ma questo è ingiusto, come è ingiusto dover trattare con una pistola puntata alla tempia. Semmai le colpe dei sindacati sono altre. Sono quelle di aver imposto, ai tempi della prima repubblica, un numero abnorme di assunzioni, creando i presupposti degli esuberi attuali; sono quelle di aver preteso benefit esagerati in tempi di vacche grasse (quale altro lavoratore oltre i piloti ha la fortuna di essere accompagnato al lavoro da un’auto di servizio aziendale?); sono quelle di aver supinamente accettato la deriva liberista che ha portato infine allo stato attuale.
Mettiamo invece che l’accordo si sia trovato, che i sindacati abbiano ingoiato il rospo: anche in questo caso si può parlare di colpe.
La colpa di aver messo in un paniere tutti i frutti buoni ed averlo poi regalato ad una cordata di imprenditori che lo gestiranno in nome del loro profitto e non del pubblico interesse; la colpa di aver creato una “bad company” (lo dicono in inglese perché in italiano “azienda cattiva”, ovvero marcia, fa troppa impressione) dove convogliare tutto ciò che si vuole eliminare, compresi i lavoratori; la colpa di scaricare ancora una volta sui lavoratori italiani il costo di ammortizzatori sociali creati con ben altre finalità e trasformati in strumenti per anticipare la pensione degli “indesiderati”.
Ci sono poi in ballo altre colpe.
La colpa di un governo che ha fatto finta di salvare Alitalia, ma che in sostanza ha soltanto fatto un generoso regalo ad un gruppo di nomi eccellenti dell’imprenditoria italiana.
La colpa di un’opposizione che quando governava ha tentato un’operazione simile (cambiano solo i nomi dei “beneficiari”) ed ora ha fatto solamente finta di mettersi di traverso. Non a caso il ministro ombra del Pd interessato è il figlio di quel Colaninno capofila della cordata, alla faccia del conflitto di interesse.
La colpa di un sistema economico liberista che distrugge i servizi pubblici e confonde l’efficienza, indispensabile in qualsiasi servizio, anche pubblico, con il profitto che risponde a logiche ben diverse.
Una cosa è già certa. Questa mattina gli italiani si sono svegliati e non hanno più trovato la loro compagnia di bandiera.
Qualunque sia stata la decisione, questa è la realtà.

 

15/09/2008


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