ECONOMIA 2009

 

GLI STRUMENTI DEL CONTROLLO GLOBALE


PARTE PRIMA: LE BANCHE CENTRALI


La domanda da porsi oggi è questa: le persone che sono al potere, in particolar modo quelle che ricoprono cariche pubbliche, fanno davvero gli interessi per cui sono preposte, oppure fingendo di occuparsi della popolazione in realtà servono poteri più grandi che non amano uscire allo scoperto?
E’ sempre difficile fare nomi, ma per capire il concetto è meglio farne….Prendiamo per esempio il sig. Draghi, attuale governatore della Banca d’Italia, senza usare espressioni perosnali, ma prendendo a prestito quelle di altri; qualche anno fa il l’ex Capo di Stato Cossiga intervenendo ad Uno Mattina disse “'Mario Draghi? Impossibile immaginarlo a Palazzo Chigi. E' un vile affarista che vendera' l'economia italiana'' .
Le parole dell’ex presidente della repubblica sembrano a prima vista fuori luogo, ma se pensiamo che Draghi è un socio della Goldman & Sachs, nota banca d’affari americana con enormi interessi sul suolo nazionale, spesso contrastanti con quelli degli italiani che , la cosa ha un senso. Come Draghi così molti altri personaggi di spicco della leadership economica tricolore(?) sono fedeli a grandi gruppi bancari e finanziari, che per loro stesso statuto speculano senza scrupoli in qualsiasi angolo del mondo.

La cosa giusta da chiedersi è se c’è la possibilità per questi grandi dirigenti di riuscire ad accontentare entrambe le parti visto che i flussi di ricchezza possono prendere solo una direzione per volta…

Questo breve discorso introduttivo ha una ragione e per porci precise domande, se dietro a tutto quello che accade non ci sia una regia occulta che muove le proprie marionette e tesse le sue trame in maniera tale da realizzare un grande piano, magari ancora poco percettibile ai più, ma assolutamente ben delineato e già in corso d’opera.
Diciamo che gli strumenti fondamentali sono tre, il controllo del pensiero, il controllo dei bisogni e della capacità di soddisfarli, e il controllo delle emozioni.
La maggioranza della gente dirà: “ma che fesserie… io sono libero, nessuno mi controlla” e invece qualche motivo per avere almeno un ragionevole dubbio c’è, vediamo ora di approfondire il “controllo economico”

Iniziamo dal controllo dei bisogni, e dalla capacità di ognuno di soddisfarli.
Uno degli strumenti per controllare la ricchezza della popolazione è la creazione di un potentissimo strumento finanziario: “le banche centrali”. Vogliamo chiamarle FED se ci troviamo negli USA, o BCE se siamo nel vecchio continente, i nomi non contano è la funzione che rimane la stessa.
Vediamo storicamente come è nata la Fed, banca centrale americana, con un aneddoto il sig. M.A. Rothschild disse “ datemi la possibilità di emettere la moneta di un paese e a me non interesserà chi scriverà le sue leggi”, e forse mai frase fu più veritiera.
Prima di raccontare la storia della Fed, è bene sottolineare come adesso la gente è talmente educata all’idea di una banca centrale che non ci sarebbe più bisogno di un tale piano, ma probabilmente ne chiederebbe la fondazione senza costrizione esterna.

“La situazione storica era davvero particolare, i coloni inglesi emigrati erano stanchi di rimanere dipendenti di Sua Maestà, in primis per vedere il frutto del loro lavoro rimpinguare le casse della corona e in secundis stanchi di essere tenuti con un guinzaglio legislativo strettissimo, in questa serie di circostanze non viene mai citata la più importante: Re Giorgio III mise fuori legge la moneta indipendente che le colonie oltreoceano stavano producendo al loro interno costringendo i coloni ad indebitarsi con le autorità monetarie inglesi. I coloni cercavano un sistema equo che liberasse le persone dalla morsa degli speculatori finanziari, nel 1783 dopo una sanguinosa rivoluzione ,come tutti sappiamo nasce la nazione che poi ha trainato l’economia mondiale e tutt’ora lo fa, con mezzi leciti e meno leciti”.
Cerchiamo ora di capire che cosa fa una Banca Centrale, “ essa ha il compito di emettere la moneta di uno stato, controllando due cose fondamentali per l’economia di una nazione: il tasso di interesse e la quantità di moneta circolante, che poi determina l’inflazione o la deflazione di un sistema economico”. A prima vista sembrerebbe che non ci sia nulla di negativo , sembrerebbe tutto logico, ma va sottolineato che la Banca Centrale non regala il denaro che stampa, ma lo fornisce al sistema dietro al pagamento di un tasso di interesse che è intrinseco alla moneta emessa.
Ora non ci vuole molto a capire che se una banca centrale ha il monopolio per la produzione della moneta e che ogni unità monetaria emessa verrà richiesta indietro con l’aggiunta di un tasso X, l’unica maniera per reperire questa X è prendere altro denaro dalla BC, che potrà pretendere una X sempre più grande. E come può una Banca Centrale riuscire a recuperare le sue X se lei è la sola che può emettere moneta, lo può fare solo invadendo il mercato di una quantità sempre più grande di moneta circolante in modo tale che il gioco si frazioni sul maggior numero di utenti possibili che crederanno di ripagare i loro debiti, ma lo faranno indebitando qualcun altro, sancendo l’unico vincitore finale, giust’appunto l’istituzione emettente, che vedrà ritornare sempre più denaro e avrà creato un sistema in cui tutti sono obbligati a continuare a guadagnare sempre di più per poter far fronte ai propri obblighi creditizi e per potersi permettere gli stessi beni che in virtù della sempre maggior moneta circolante diventeranno sempre più esosi… La conseguenza ultima di questo perverso sistema è il “ DEBITO” il quale “ SIGNIFICA SCHIAVITU’”, perché è impossibile sfuggire da un meccanismo che si autorigenera all’infinito se non viene stroncato.

I padri fondatori della superpotenza americana lo sapevano bene, Jefferson diceva:

“Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti. Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno alle banche priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato”.

La cosa strana allora è come mai una nazione che nasce per sfuggire ai vincoli di una banca centrale si ritrova con una autorità finanziaria come la FED? Torniamo ai primi del “900, speculatori bancari dai nomi altisonanti, vedi Rothschild, Morgan, Goldman, Rockefeller, avevano assoluto bisogno di un sistema finanziario centrale ma sapevano benissimo che la gente non vedeva assolutamente di buon occhio una istituzione simile e avevano bisogno di un pretesto per abbellire l’operazione agli occhi dell’opinione pubblica. Si creò quindi un incidente ad Hoc, metodo tuttora usatissimo per influenzare il pensiero delle persone; il signor JP Morgan approfittando dell’enorme influenza che la sua reputazione di luminare della finanza gli permetteva mise in giro la voce che una delle più grandi banche nazionali fosse vicina al fallimento, scatenando un isterismo di massa , con migliaia di persone che ritiravano tutti i loro depositi ( qualcosa di simile a quello che si è visto fare in questi anni di martellamento mediatico ). Le banche per far fronte all’enorme richiesta di liquidità hanno dovuto richiedere pagamenti anticipati dei mutui e dei prestiti che avevano concesso scatenando una vendita forzata di beni e attività da parte dei debitori, creando una spirale di fallimenti e pignoramenti che portarono ad una forte contrazione economica. Ci troviamo nel 1907, e dopo un tale disastro proprio nel boom della rivoluzione industriale il congresso prese in mano la situazione e creò una commissione presieduta dal sig. Aldrich, uomo molto vicino al cartello bancario che diventerà poi un Rockefeller contraendo matrimonio, per cercare di trovare una soluzione alla crisi ed evitare che si ripetano situazioni simili in futuro. La proposta che ne scaturì fu la seguente: “E’ necessaria la creazione di una istituzione finanziaria centrale atta a supervisionare e garantire il lavoro delle banche private, che possa far fronte ad eventuali mancanze dei singoli intermediari finanziari e che possa garantire i depositi presso ogni banca del paese”. Nel 1910, sulle Jekyll Island, una proprietà del sig. Morgan di fronte alla Georgia, venne scritta una legge chiamata “ Federal Reserve Act”, completamente scritta da banchieri e non da rappresentanti del popolo…Si dice che la riunione fosse talmente segreta che le 10 persone che vi presero parte si facessero chiamare con pseuodonimi per non essere riconosciuti. Una volta scritta la diedero al loro rappresentante politico , il solito Aldrich , per l’approvazione. Nel 1913 Wilson venne eletto presidente con un enorme finanziamento da parte del sistema bancario in cambio dell’approvazione del FRA. Due giorni dopo Natale, con tutto il congresso assente per le festività, la proposta divento legge.

Qualche anno più tardi lo stesso Wilson disse:

” La nostra grande nazione è controllata dal suo sistema creditizio, il sistema creditizio è in mani private. La crescita della nostra nazione, e tutte le nostre attività sono nelle mani di pochi uomini, i quali a causa delle limitazioni cui sono soggetti, cercano di stemperare ostacolare e distruggere libertà economiche autentiche.
Siamo arrivati ad uno dei governi peggio regolamentati e più controllati e dominati del mondo civilizzato. Nessun governo della libera opinione, non più il governo degli ideali e del voto della maggioranza, ma il governo dell’opinione e della coercizione di piccoli gruppi di personaggi dominanti”

Ovviamente l’opinione pubblica era convinta che l’esistenza di una forte autorità centrale,fintamente governativa, quale garanzia, potesse tutelare il cittadino e che quindi non vi era nulla da temere. Ma poche cose nella storia erano così lontane da essere vere, tra il 1915 e il 1920 l’offerta di denaro circolante raddoppiò, con la Fed che dava ampie aperture di credito a soggetti privati e ad altre banche, invadendo il mercato con un enormità di liquidità.
Nel 1920 il sistema si era abituato ad una forte quantità di valuta circolante, ma d’improvviso i finanziamenti facili vennero sospesi, creando un tracollo simile a quello che era accaduto nel 1907, i prelievi di massa avevano fatto fallire più di 5000 istituti bancari esterni al sistema FED, rafforzando ancora di più la predominanza di piccoli gruppi di banchieri affiliati al sistema.

Il senatore Lindberg allora commentò:
“Sotto il FRA, il panico viene creato artificialmente, il presente panico è il primo frutto di una equazione matematica”

Ma questo era solo il prologo di quello che sarebbe avvenuto qualche anno più tardi, dal ’20 al ’29 riprese il gioco dei soldi facili, con credito accessibile a tutti e con tassi irrisori, addirittura era stato creato uno strumento molto interessante, ma al contempo molto subdolo: Il MARGIN LOAD, consisteva in un prestito che il broker fa all’investitore che investe in azioni, per ogni dollaro di investimento il broker ne prestava nove, così facendo si potevano investire 1000 dollari possedendone solo 100. C’era solo un piccolo particolare, il prestito poteva essere richiamato in qualsiasi momento, ma nei ruggenti anni “20 con un tale facile accesso al liquido, questo non rappresentava di certo un problema.
Nel settembre del 29 in gran segreto, JD Rockefeller, e altri investitori uscirono dal sistema, facendo in modo che le banche da loro controllare esercitassero la clausola insita nel Margin Load: la copertura immediata del debito. Nell’arco di 24 ore gli investitori furono obbligati a vendere ogni loro possedimento per coprire il finanziamento con il risultato che più di 15000 banche fallirono e i signori del cartello della FED, che erano usciti in tempo con le tasche gonfie di bigliettoni di titoli venduti ai massimi, fecero man bassa di istituti di credito e attività che venivano svendute per pochi penny ormai completamente deprezzate dai crolli borsistici.
Giunti ad una depressione economica senza precedenti anziché riprendere a sommergere il mercato di nuovo con una grande massa monetaria, diminuirono la quantità di denaro circolante rafforzando sempre più la crisi economica, e nello stesso tempo accumulando enormi ricchezze con il solito gioco.

Anche oggi,con il “sistema” che sta attraversando una crisi simile al quella del “29 , non si deve dimenticare che tutte le crisi sono sempre architettate a monte e che il “sistema economico globale” è sottomesso a poche e semplice regole, bisognoso “ di tempi di abbondanza alternati a periodi di stagnazione….Qui sorge spontanea la domanda, chi ci guadagna in tutto questo?

Un altro membro del congresso, certo Mc Fadden disse che “sono operazioni create scientificamente per fare emergere la disperazione e fare in modo che i banchieri internazionali possano impadronirsi di tutti noi”.
Stranamente dopo due tentativi di omicidio il sig. Mc Fadden venne avvelenato ad un banchetto prima di aprire le procedure per Impichment.

C’era ancora un problema, la quantità di moneta doveva essere garantita da una contro riserva aurea e questo poteva essere un limite per creare grandi quantità di moneta, venne così deciso che per poter sganciare la moneta circolante dall’oro, tutto l’oro presente dovesse essere rimosso, togliendo così ogni altro prezioso che non sia la carta verde stampata dalla FED stessa. Nel 1933 ci fu il sequestro collettivo di tutto l’oro, togliendo così alla popolazione l’ultima ombra di benessere che era rimasto. Alla fine del 1933 il corso aureo era finito, per conferma se si guarda ad una banconota prima del “33 c’è scritto “pagabile in oro”, da dopo il “33 si legge “moneta legale”, che significa che il valore della moneta è coperto da …NULLA, quindi quello che darà un valore alla stessa sarà solo la quantità di denaro circolante, quindi strada spianata per chi emette.
E’ bene rammentare che la FED così come la BCE e la Banca D’Italia sono soggetti privati e in nessun modo regolamentati dai governi centrali.

Ora visto che la banca centrale presta denaro allo stato dietro interesse, lo stato per restituirlo dove andrà a recuperare risorse? La risposta è una sola, tassando i suoi cittadini che vedranno decurtati i loro redditi di una certa percentuale, diciamo 30% se americani, 50% se italiani. Così il cerchio si chiude, il lavoratore dovrà passare da tre a sei mesi all’anno a lavorare per dare soldi ai grandi banchieri internazionali, che per il solo fatto di stampare una moneta senza alcun valore, altresì detta carta straccia, sottrarranno alle nazioni ricchezze che potevano essere usate per mille altri scopi.

Oltre al controllo della moneta i grandi banchieri internazionali avevano ed hanno tutt’oggi bisogno che la moneta continuasse a circolare e quale strumento poteva garantire loro enormi profitti sia nella distruzione che nella ricostruzione se non” la GUERRA”?. Le banche centrali necessitano di frequenti conflitti e stranamente da quando la FED è nata ci sono state due guerre mondiali e la guerra in Vietnam e centinai di conflitti fino ad oggi.
(Come le guerre possano essere fonte di reddito per i grossi gruppi bancari e quali siano le reali cause di un conflitto che all’opinione pubblica vengono nascoste, sarà l’argomento di un prossimo articolo che apparirà su queste pagine)
In conclusione una raccomandazione su quello che è possibile fare per non cadere vittime di un meccanismo debitorio, che anno dopo anno inghiottirà la vostra vita in una spirale senza via di uscita: VIVETE SECONDO LE VOSTRE POSSIBILITA’, evitando d’indebitarvi.
Sembrerà banale, detto così, ma la nostra moderna società dei consumi si basa sulla creazione di bisogni illusori, inutili che vi costringeranno a lavorare sempre di più per essere soddisfatti. Sono bisogni fittizi che vi faranno dimenticare sempre di più le cose importanti della vita, come la famiglia, gli amici, i momenti per se stessi e le piccole cose che sono il profumo della vita stessa. Abituatevi a vivere con poco, di meno cose avrete bisogno meno dovrete lavorare e più tempo avrete per voi, mandate a quel paese il PIL, non è un indicatore di felicità, anzi forse è l’esatto contrario, continuare a produrre ricchezza ha un prezzo sociale altissimo e basta guardarsi intorno per rendersene conto.


Paolo Antolini
 

14/09/2009


pagina dell'economia

home page