NOTIZIE 2008

 

The current management team

Dominique Strauss-Kahn, a French national, became the IMF's tenth Managing Director in November 2007. Previously, he was the Finance Minister of France.

John Lipsky, an American, has been First Deputy Managing Director since September 2006. Before coming to the IMF, he worked for JPMorgan Investment Bank.

Takatoshi Kato, a Japanese national, became Deputy Managing Director of the IMF in February 2004. Previously, he advised the president of Tokyo-Mitsubishi Bank.

Murilo Portugal, from Brazil, became Deputy Managing Director of the IMF in December 2006. From 2005 to 2006, he was Brazil's Deputy Minister

 

membri FMI in riunione e foto

 

Ministro delle Finanze Alexei Kudrin
 

La Russia contro il Fmi

Filippo Ghira

La Russia ha messo sotto accusa il Fondo monetario internazionale e la sua inadeguatezza nel gestire la crisi finanziaria. Una crisi che a giudizio del ministro delle finanze russo, Alexei Kudrin, è stata causata al 99% dagli Stati Uniti e poi si è propagata negli altri Paesi. E’ quindi necessaria una riforma del sistema finanziario globale considerato che sia il Fmi che la Banca Mondiale non rappresentano in modo corretto il peso di alcuni Paesi con economie sviluppate come la Russia e la Cina.
L’attuale sistema ha dimostrato di non essere sufficientemente preparato per prevedere e prevenire una crisi come questa. L’intervento di Kudrin ha rappresentato in buona sostanza una anticipazione delle posizioni che Mosca esprimerà al vertice del G20 di Washington che incomincerà sabato prossimo. L’attuale sistema di istituzioni internazionali per risolvere le crisi è inadeguato. E’ necessario un nuovo accordo internazionale sul modello del trattato di Maastricht europeo del 1992 che ha introdotto l’euro per costringere i Paesi a rispettare criteri di bilancio ed economici. Una decisa stilettata agli Stati Uniti che da oltre quaranta anni scaricano sul resto del mondo, inondandolo di dollari, gli effetti dei propri mostruosi debiti, quello pubblico e quello commerciale. Una situazione che la stessa crisi finanziaria ha dimostrato quanto sia insostenibile e destabilizzante per l’intera economia mondiale. Ma soprattutto, il Fondo monetario internazionale deve funzionare come una banca e non come succede adesso come un’istituzione di progetti finanziari che i singoli Paesi in difficoltà devono adottare senza battere ciglio. Il Fmi non deve operare insomma per orientare le politiche nei Paesi in cui interviene. Ad esempio, sottintende Kudrin, il Fmi non deve imporre, come sempre ha fatto, politiche per privatizzazioni massicce di aziende pubbliche e per la liberalizzazione dei mercati. Il Fmi insomma non può e non deve agire per consegnare l’economia di un Paese nelle mani di un pugno di capitalisti interni o peggio in quelle di società straniere che finirebbero per colonizzarlo. Del resto, lo stesso Arkady Dvorkovich, uno dei consiglieri economici più ascoltati del Cremino, aveva ammonito nei giorni scorsi che a fronte di un prestito concesso, il Fmi deve porre condizioni finanziarie ma non politiche. In altre parole, io ti impresto i soldi, tu ad una data X me li restituisci ma io Fmi non mi devo preoccupare di chi come il Paese Y li utilizza. Da parte sua la Russia resta molto preoccupata per il calo della quotazione del rublo che la Banca Centrale cerca di sostenere con interventi dell’ordine di 15 miliardi di dollari a settimana. La debolezza del rublo, ha spiegato Kudrin, è stata determinata dal ribasso del prezzo del petrolio che ha ridotto l’afflusso di valuta estera e dalla fuga di capitali che, è bene ricordarlo, ha subito una accelerazione dopo la guerra contro la Georgia. In ogni caso, ha assicurato Kudrin, la Russia non intende porre limitazioni alla libera circolazione di capitali. Anche perché, si è detto convinto il ministro, le turbolenze dei mercati, quindi anche la speculazione, dovrebbero scemare e allora la situazione tornerà ad essere calma.

 15/11/2008


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