ECONOMIA 2007

Liberalizzazioni: il mercato secondo Bersani

Andrea Angelini

La Camera ha approvato il disegno di legge Bersani sulle liberalizzazioni con 265 voti a favore e 221 contrari. Un solo astenuto, Salvatore Cannavò di Rifondazione Comunista e 143 assenti. Il testo finale approvato dalla Camera ha introdotto alcune attività e cancellato altri punti che erano stati contestati da esponenti della maggioranza e dell’opposizione. Ma anche alcuni punti presenti nel testo finale, sono a rischio nel loro iter al Senato. Così il ministro per la Salute, Livia Turco, ha annunciato che verrà cancellata la norma, già passata alla Camera, che liberalizza la vendita nei supermercati dei farmaci di fascia C, quelli che necessitano di ricetta e che sono a totale carico del cittadino. Una norma che aveva fatto insorgere i farmacisti che avevano già protestato per le norme del precedente disegno di legge sempre sulle liberalizzazioni che aveva introdotto la possibilità di vendere i farmaci da banco, quelli che non necessitano di ricetta medica, all’interno dei supermercati dentro appositi spazi gestiti da farmacisti professionisti. Una possibilità che era stata subito sfruttata in Emilia da diversi supermercati delle Coop, la Lega delle Cooperative, da sempre legata in modo strettissimo al Pci-Pds-Ds. E le polemiche si erano incentrate sulla presenza di un evidente e potenziale conflitto di interesse, essendo Bersani dei Ds e pure emiliano. Ma pure sul fatto che i farmacisti dei supermercati non si sarebbero limitati a vendere il farmaco richiesto ma avrebbero cercato di vendere più confezioni dello stesso farmaco al cliente che si sarebbe di conseguenza trasformato in un consumatore. La nuova polemica sui farmaci di fascia C aveva quindi utilizzato la stessa tematica con l’aggiunta che quel tipo di farmaci non può essere trasformato in un bene di consumo perché non si tratta di farmaci “fai da te” ma di farmaci che possono comportare, se abusati, gravi conseguenze per la salute dei cittadini-pazienti.
Tra le altre novità previste, ci sarà il pane fresco anche la domenica e i festivi e le compagnie aeree non potranno più reclamizzare separatamente il prezzo del biglietto dagli oneri accessori.
Sono state eliminate anche le norme per l’abolizione del Pra, il pubblico registro automobilistico; quelle per togliere ai notai l'esclusiva sulle cessioni immobiliari fino a 100.000 euro di valore catastale e per passarle anche agli avvocati; ed anche le nuove regole sulla misurazione del gas che dovrebbero confluire nel disegno di legge energia ora all'esame del Senato. Sono stati tolti i parametri numerici che in una determinata area potevano bloccare l'apertura di una pompa di benzina, mentre i gestori potranno vendere prodotti che nulla hanno a che fare con la benzina e le auto come magliette e gadget vari.
Soddisfatto, ovviamente, il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, padre delle liberalizzazioni in salsa ulivista-unionista. “Il processo sta andando avanti – ha affermato all'assemblea dell'Unione Petrolifera – ma non vorrei che passasse l'idea che in questo Paese non si possano cambiare le cose”. Così venerdì, al Consiglio dei ministri, verrà presentato il decreto legge per la liberalizzazione del mercato elettrico. E se l’Autorità per l’energia e il gas aveva auspicato una fase di transizione, Bersani ha assicurato che il governo farà la sua parte: “Faremo in modo che chi sta meglio stia meglio da subito e che non ci sia nessuno che stia peggio. Lavoreremo sul primo impatto e sistemeremo tutto il quadro con la legge delega quando sarà licenziata dal Parlamento”. Il Ministero sta lavorando sulle tariffe sociali vista per il 1 luglio e dell'inserimento di una tariffa sociale ed entro giugno verrà varato un provvedimento ad hoc che incomincerà a fare sentire i suoi effetti dal 1 gennaio 2008.
Insoddisfatto, e ti pareva, il presidente dei Confindustria, Luca di Montezemolo, anche lui presente ieri all’Unione Petrolifera: “Sono d’accordo con il presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà.
Mi sembra – ha detto - che si stia andando indietro e che si perdano troppi pezzi. E questo dimostra la mancanza di cultura di mercato in molti esponenti del governo e dell'opposizione. Anche se dopo anni di liberalizzazione Bersani ha fatto il possibile. Le liberalizzazioni servono soprattutto per dare ai cittadini servizi più competitivi e quindi meno cari. Ma quando leggo che c'è ancora un dibattito sul pubblico registro automobilistico...Stiamo parlando del Medioevo ed è molto triste, molto triste”.
Secca la replica di Manuela Palermi, capogruppo dei Verdi-Pdci al Senato: “Montezemolo dice spesso che siamo al Medioevo. Ha ragione. E infatti il capitalismo in Italia è da Medioevo: assistito, protetto, senza rischio. In una parola è indecente. Con quanti miliardi dello Stato – ha ricordato - è stata foraggiata la Fiat? Quanti profitti si è fatto Tronchetti Provera con Telecom? A quanto ammontano i contributi inevasi delle imprese? In quante laboratori, scantinati, fabbrichette, si fa lavoro nero per marchi prestigiosi indicati orgogliosamente come il made in Italy? Perché Confindustria vuole intensificare lo sfruttamento dei lavoratori senza pagare le tasse sullo straordinario? Perché in Italia abbiamo il triste primato di morti sul lavoro? L'elenco sarebbe lunghissimo e infinito. E Montezemolo – ha ammonito Palermi - prima di trinciare giudizi, dovrebbe rispondere a queste domande. O altrimenti la smetta di parlare a vanvera”.
Come darle torto?

 

18/06/2007


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