ECONOMIA 2009

 

Il dominio dei banchieri nel cuore degli stati

di Thierry Brugvin


mondialisation.ca


Traduzione di Stella Bianchi

La crisi economica che è scoppiata nel 2008 era già stata prevista da parecchio tempo da numerosi economisti soprattutto in seguito alla bolla finanziaria dovuta alla speculazione.
Ma relativamente ai derivati dell’economia capitalistica, la responsabilità bancaria del debito e dei paradisi fiscali è al tempo stesso più profonda e più vecchia di quel che si è sempre pensato .
Nel cuore dello Stato e del governo dell’ economica e della politica, domina il potere finanziario in maniera legale, ma a volte anche sotto forme illegali e spesso poco democratiche.
Nel quadro di questo articolo andremo ad esporre differenti meccanismi del potere dei banchieri nel mondo.Le banche e i paradisi fiscali, sono degli acceleratori di questa autorità(governance) neoliberale.
La deregulation viene allora a rafforzare i delitti politico-finanziari di fatto per la carenza e la dissoluzione delle regole nel controllo.
Il debito, in particolare quello dei PED(Paesi in via di sviluppo ndt)è uno strumento di dominio dei paesi ricchi verso i più poveri.Mentre la privatizzazione del potere di produzione monetaria attraverso le banche private, porta ad un furto uguale a quello di un bene pubblico.

1 - Le banche dei paradisi fiscali,come acceleratori della governance e dei delitti politico-finanziari.


Le banche e i proprietari delle grandi banche(Rockefeller,Rothschild,Morgan,City Group,Goldman Sachs…) rappresentano uno dei perni del potere mondiale.Và precisato prima di tutto che questi proprietari dispongono di enormi somme.Il periodico Forbes calcola 1125 miliardari nel 2008(Kroll,2008).Nella classifica Forbes del 2005, Bill Gate era l’uomo più ricco al mondo con 46,5 Miliardi di dollari e Warren Buffet con 44 miliardi di dollari.
Il patrimonio delle banche più grandi supera largamente quella dei soggetti più ricchi , poiché la di City Group era 10 volte superiore a quella di Bill Gates e quella della Bank of America lo era di 16 volte.
Nella classifica Forbes 2005 vi erano 5 banche, tra le quali Citygroup(484,10 miliardi di dollari di attivo),La Bank of America(776,42miliardi di dollari di attivo) poi,HSBC,ing Group e UBS.
Questo permette alle banche di acquistare potenzialmente e assolutamente tutto ciò che può servire al loro obiettivo di potenza:imprese, media, beni differenti ,di tutto e di più, fino a corrompere al bisogno quei dirigenti politici suscettibili di lasciarsi prezzolare.

I paradisi fiscali e le stanze di compensazione(Clearstream) sono il più grande strumento di corruzione politica e di spogliazione economica dei cittadini.
Le stime relative l’importanza dei capitali leciti o illeciti drenati dai paradisi fiscali sono assai difficili da stabilire.
Si stimava nel 2000 che i capitali, detenuti oltre frontiera si elevassero a più di 5000 miliardi di dollari così come il 54% dei capitali mondiali(EAEF,2001).
Dal canto suo, il Fondo monetario internazionale stimava nel 2003 che il 50% dei flussi dei capitali passassero nei siti off-shore, che nel mondo circolassero tra i 600 e i 1500 miliardi all’anno di denaro sporco, e che il riciclaggio rappresenta il 55 % del Pil mondiale.
Secondo l’ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine, nel 1999 il 50% dei 4800 miliardi di franchi annuali derivanti dall’insieme delle attività criminali nel mondo(traffico di droga,prostituzione,moneta falsa..)sarebbero stati riciclati nei paradisi fiscali(ODCCP,200).


Per la Francia, il consiglio scientifico di Attac France menzionava che nel 1999, 350 miliardi di dollari venivano riciclati per essere reinvestiti nell’economia legale.
Si stimava così una mancanza di guadagno per le casse dello Stato di più di 300 miliardi di euro ai quali si aggiungevano la frode e l’evasione fiscale.Questi ultimi avrebbero rappresentato nel 2003, circa 50 miliardi di euro per la Francia, cioè il 17% del bilancio dello Stato, vale a dire l’equivalente del deficit di bilancio(ATTAC,2004).
Per i paesi in via di sviluppo , l’evasione fiscale conduce ad una mancanza di guadagno negli introiti fiscali di 50 miliardi di dollari.
L’equivalente dell’APD (Aiuto pubblico ai paesi in via di sviluppo,ndt) annuale dell’insieme dei paesi appartenenti all’ OCSE(Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economico che comprende l’Europa occidentale,Nord America , Giappone,Australia,Nuova Zelanda,Corea,Repubblica Ceca,Ungheria e Polonia,ndt).
Quasi tutte le grandi banche ed imprese europee o americane hanno aperto succursali nei paradisi fiscali.Ad esempio c’è il caso di BnpParibas, presente alle Bahamas e alle Isole Caiman, lo stesso per il Credit Agricole, la CIC(Credit Industriel et Commercial ndt) e il Crédit Lyonnais, Natexis Banque Populaire, la Société Générale, etc…
Total realizza la maggior parte dei suoi utili nelle filiali registrate alle isole Bermuda e in altre filiali off shore,ecc.(Foutoyet,2005).

Contrariamente alle idee ricevute, i paradisi fiscali non sono un”sotto sistema” ai margini del meccanismo economico ma ne costituiscono uno degli ingranaggi. In effetti, si stima che più della metà delle transazioni finanziarie internazionali passino attraverso i paradisi fiscali.
I paradisi fiscali facilitano dunque:

-l’evasione fiscale, la limitazione del sistema fiscale
-il riciclaggio del denaro sporco
-le operazioni occulte
-il segreto bancario
-l’immunità giudiziaria, l’assenza di cooperazione giudiziaria internazionale sotto la responsabilità e l’accordo del G8
- sono un acceleratore della criminalità grazie al riciclaggio del denaro legato al traffico di droga, alla prostituzione, alla fabbricazione di denaro falso, all’estorsione..).

Le società di copertura sono gli strumenti utilizzati contro la trasparenza democratica.
Una società di comodo è una pseudo impresa che nasconde il suo vero proprietario attraverso l’utilizzo di prestanome.E’ molto utilizzata per la frode fiscale .Secondo l’ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine, i paradisi fiscali accoglierebbero tre milioni di società di copertura(ODCCP,2000).

Il dirottamento e il riciclaggio fatto dalle banche grazie ai paradisi fiscali.

Nel 1991, lo scandalo internazionale della BCCI(Bank of Crédit and Commerce International) portò alla sua chiusura da parte della giustizia e questo mostrò il legame che poteva esistere tra il traffico di droga, il terrorismo, l’alta finanza e i servizi segreti.
Registrata in Lussemburgo , la BCCI raccoglieva alla rinfusa i conti di Abu Nidal, di Saddam Hussein, del generale Noriega , dei servizi segreti Cia e delle società legate al traffico internazionale di droga , al trafficante Kashoggi, tra mille altri posti della stessa natura.
Emergono così le connessioni tra Ben Laden (ereditiero multimilionario di una grande famiglia saudita) e la BCCI.Queste pratiche litigiose hanno accentuato un passivo di 13 miliardi di dollari(Verschave).

Le banche sono in seno al potere finanziario e costituiscono il luogo di deposito del denaro e il luogo dei flussi finanziari che rappresentano l’energia e il sangue del sistema.
Il riciclaggio del denaro sporco un tempo transitava specialmente per le banche dei paesi sviluppati, attualmente questo denaro transita preventivamente attraverso le banche dei paradisi fiscali(Andorra,Caiman,Lussemburgo,Jersey…)o ancora in seno a Clearstream(la banca delle banche) come sosteneva Denis Robert(2001).
In più quasi tutte le grandi banche dispongono di conti nei paradisi fiscali(Foutoyet,2005).
Così alcune come la FIBA d’Elf hanno riciclato denaro o partecipato all’evasione fiscale(Verschave, 2001).
Ma nel cuore stesso di Londra, la City che accoglie le più grandi banche britanniche ha delle pratiche analoghe presso le banche dei paradisi fiscali.

Le banche svizzere, lussemburghesi,specialmente tramite i paradisi fiscali, rinforzano i derivati del capitalismo illegale e la corruzione, riciclando il denaro sporco,e questo grazie alla cultura del segreto, al rifiuto di adottare la trasparenza sull’insieme dei conti presenti e ai trasferimenti di fondi che vi si svolgono.

Denis Robert(2001) ha svelato una delle tecniche di riciclaggio, nella sua opera Rivelazione, analizzando il funzionamento delle banche Clearstream ed Euroclear.Ora per il momento i media si limitano ad rievocare”l’affare Clearsteram” cioè l’intrigo Villepin-Sarkozy non sottolineando quasi mai il vero dossier Clearsteam.
Quest’ultima, grazie ad “un meccanismo di compensazione” fa in modo di far sparire alcune dubbiose transazioni.
Denis Robert, stima che le stanze di compensazione, in quanto posizionate nel cuore della finanza mondiale,riciclino somme largamente più importanti di quelle che toccano i paradisi fiscali.
Di conseguenza, esse sono ancora più potenti e pericolose per il mantenimento dello Stato di diritto nell’economia mondiale.
Ad esempio Densi Robert, afferma che BGPI, filiale del Credit Agricole Indosuez possieda anch’essa un conto S0418 presso Clearstream(Robert,2007).

Il ruolo delle banche e degli intermediari mafiosi nel Kremlingate.

L’Angola-attraverso i contatti d’impresa pubblica Simportex(un tempo si chiamava Ematec) che implicavano l’apice delle sue strutture governative , finanziarie e militari-ha pagato all’imprenditore franco-russo Arkadi Gaydamak 135 milioni di dollari in più rispetto a ciò che lui avrebbe dovuto ricevere per una consegna di materiale militare alla fine del 1996.
L’affare è stato concluso unitamente ad un’insieme di istituzioni bancarie quasi tutte europee(Francia,Svizzera,Germania,Austria…) sotto la guida di BnpParibas- una delle banche che Luanda ha utilizzato in maniere sempre più frequente negli ultimi anni per le sue transazioni e per i prestiti.
Anche la Banca di New York è stata molto utilizzata per questo genere di transazioni.(Verchave,2001:129-132).
Due dirigenti della Banque de Paris sono stati incolpati in Francia per queste transazioni illegali durante il processo dell’Angolagate nel 2008.


Il pagamento di 135 milioni di dollari a Gaidamak è stato effettuato attraverso un conto aperto dal Senegal alla Bank of New York, istituzione sospettata di essere in relazione con il riciclaggio di denaro attirando l’attenzione dell’inchiesta internazionale sullo scandalo del “Kremlingate”(Mendes,2000).

Succede così che tutti i conti coinvolti nello scandalo del Kremlingate, erano stati aperti in cinque banche newyorkesi.Gli investigatori pensarono che Menatap fosse il “principale punto di partenza del denaro riciclato”(Rousselot,31/08/1999)
“Menatap avrebbe continuato a funzionare sottobanco nel 1998 e a trasferire fondi sospetti(…) verso compagnie offshore basate su territori molto lontani come le isole Vergini”(Rousselot,31/08/1999).
Quando dal 1998 Menatap fu dichiarato ufficialmente fallito , Ernest Backes trovò nell’ elenco del 2000 dei conti della Clearstream , un conto non pubblicato n.81738 intestato a Menatap, descritto come cliente”non referenziato”.
La sua socia in riciclaggio(15 miliardi di dollari solo che nel 1998) la Bank of New York possedeva numerosi conti non pubblicati dalla nebulosa società Clearstream(Robert,2001).


La banca russa Menatap,la Bank of New York e la società Glencore (Kremlingate).

Nell’agosto 1999 scoppia il “Kremlingate”.Succede che tutti i conti coinvolti da questo scandalo sono stati aperti in cinque banche newyorkesi.
Gli investigatori pensano che la Menatap fosse “la fonte iniziale di questo riciclaggio”(Rousselot)
“Arcadi Gaydamac aveva degli stretti legami con la banca Menatap”.

Dopo la caduta del muro di Berlino, la società Glencore ha guadagnato miliardi di franchi svizzeri sul petrolio dell’Ex Unione Sovietica, in associazione cone Menatap, la banca russa nel cuore del “Kremlingate”.

“Parecchi grandi gruppi angolesi hanno i loro conti nella Bank of New York che è accusata dall’FBI di aver “riciclato” 10 miliardi di dollari di denaro russo(…) Alcune società legate a Menatap hanno anche operato nei circuiti del finanziamento del petrolio angolano(LDC).

In Russia la mafia ha intercettato illegalmente la parte più grossa dei prestiti del FMI ,ha riciclato 10 miliardi di dollari con l’aiuto internazionale e si è anche permessa di circuire una delle più vecchie banche americane come la Bank of New York (Veschave,2001).
Il Fondo monetario internazionale è normalmente a conoscenza di queste appropriazioni indebite che sarebbero destinate al pubblico aiuto e allo sviluppo e lascia fare- spiega Stiglitz che ha lavorato alla Banca Mondiale(Stiglitz 2001).

Secondo il quotidiano americano Usa Today del 26 agosto 1999, citando alcuni responsabili americani , britannici e russi , il Kremlingate rappresenta un totale di 15 miliardi di dollari che sarebbero stati dirottati al momento di operazioni complesse che implicavano parenti stretti di Boris Eltsin ed una serie di membri(circa una dozzina) dei suoi governi successivi.

Da allora sono stati pubblicati (da Le Parisien del 23 marzo 2001) alcuni documenti della DGSE-un’altra bestia nera di Gaydamak-che descrivevano una catena di “operazioni di riciclaggio”.
Il petrolio angolese viene fornito come compenso ad acquisti di armi russe con la mediazione di BnpParibas e sarebbe stato “rivenduto sotto l’etichetta come greggio russo da Brenco”con l’assistenza di Glencore(Verschave, 2001).
Glencore ha guadagnato miliardi sul petrolio russo d’accordo con gli ereditieri della nomenklatura sovietica.
L’immensa svendita degli idrocarburi è una delle cause del fallimento russo.
Lo stesso gruppo di ereditieri senza scrupoli ha anche dilapidato , l’arsenale dell’Armata Rossa le immense scorte di alluminio,di fertililizzanti..ecc con profitti astronomici, ma anche i crediti del paese e i miliardi di dollari del Fondo monetario internazionale.(Gattegno,2000).

Una parte di questi flussi(petrolio, armi, debiti) ha potuto essere mescolata tra la Bank of New York e gli incassi del petrolio angolano grazie alla gestione perfettamente occulta del regime di Luanda.
Pierre Falcone è costantemente in affari con Glencore e Paribas-tra i quali Jean-Didier Maille ha fatto la spola.
Arkadi Gaidamak e il suo associato francese Pierre Falcone hanno assicurato dal 1993, la fornitura di armi(o”materiale letale”)all’Esercito angolano.Così l’84% dei crediti russi sono spariti!
L’Angola ha cominciato a pagare i saldi a rate di 40 milioni di dollari:già 1 miliardo di dollari(7 miliardi FF).Ora, questo denaro si è volatilizzato!(Mendes ,2000).

La società russa Glencore e la banca francese BnpParibas(capofila di un gruppo di una decina di banche di cui BnpParibas,Worms,la Banque Populaire…)(LDC,2000)sono nel cuore del sistema dei prestiti su pegno per il petrolio angolano con tassi estremamente elevati.
Nella primavera del 2000, Glencore ha elevato ad altri tre miliardi i prestiti su pegno all’Angola con banche come BnpParibas, La Société Génèrale, la Dresdner Bank Luxembourg..ecc(Verschave,2001).


La responsabilità del FMI e ella Banca Mondiale nei dirottamenti dei fondi.

Nel suo libro La grande delusione , Josph Stiglitz(2002) denuncia la responsabilità del Fondo monetario e del Tesoro americano che hanno sostenuto, consigliato ed orientato i burocrati russi convertiti al capitalismo specialmente il presidente Boris Eltsin.”Quando la crisi colpì giù duro , il Fondo monetario assunse la direzione delle operazioni e chiese alla Banca Mondiale di contribuire al salvataggio” con 22,6 miliardi di dollari.
La Banca Mondiale subì una pressione politica enorme da parte dell’amministrazione Clinton che voleva assolutamente che questa facesse il prestito alla Russia.

Se ci si vuol attenere alle cifre di Rosa Mendes, l’84% del rimborso del debito dell’Angola verso la Russia si è evaporato.
Così il miliardo di dollari già rimborsato, non si trova per la maggior parte più nelle casse dello stato russo(Verschave 2001).
Questo denaro è andato ad arricchire le tasche dei commercianti di armi , degli intermediari e dei politici dell’Angola,in Francia(Pasqua) e probabilmente in Russia.
Orbene Joseph Stiglitz aggiunge che la direzione della Banca Mondiale gli ha impedito di incontrare l’ispettore generale della Duma in visita a Washington il quale denunciava già all’epoca la vastità della corruzione.”Alla Banca Mondiale mi avevano dato l’ordine di non incontrarlo:si temeva che venissimo convinti dai suoi argomenti”(Stiglitz,2002).

Stiglitz, premio nobel per l’economia nel 2001 ed ex presidente economico della Banca Mondiale, afferma che al momento della firma di un prestito ,il Fondo monetario faceva proseguire la “cerimonia” con la firma di una lettera d’accordo-i cui termini venivano dettati dal Fondo stesso con un espediente che simulava il fatto che la “lettera d’intenzione” venisse dal governo coinvolto!”.
Stiglitz spiega che la prima tappa del piano di prestito ai paesi in via di sviluppo mette in rilievo la “subordinazione” secondo le proprie parole.
In parole povere..si cercava di far pressione sui governi dei paesi in via di sviluppo per far privatizzare le loro pubbliche imprese vendendole a prezzi ridicolamente bassi .
In cambio, avrebbero avuto la possibilità di ricevere una commissione del 10% su un conto svizzero, versato dall’impresa del Nord che avrebbe poi riacquistato quella del Sud.
Come esempio,Stiglitz riprende nuovamente questo meccanismo di subordinazione illegale , parlando della liquidazione del patrimonio dello stato russo nel 1995.
In questo caso si osserva una collusione tra la Banca Mondiale , i suoi più influenti stati membri , i dirigenti dei paesi in via di sviluppo, le banche e le imprese private del Nord a scapito dei paesi sottosviluppati.
Se la Banca Mondiale e il FMI non compiono un’azione illegale, ne sono almeno complici perché conoscono il meccanismo di corruzione e spingono in questa direzione forzando la mano ai governi del Sud.

Secondo Laura Ramos”si stima che la corruzione aumenta in media del 20-30% il costo delle merci acquistate”, però ”si stima che una legittima commissione non superi il valore del 20-30% del costo totale del progetto”.
Mentre le comunità internazionali esigono dai paesi in via di sviluppo l’estirpazione della povertà come condizione per i nuovi prestiti , le banche del Nord e le organizzazioni internazionali dirette dai paesi del G8, come il FMI e la Banca Mondiale sono in seno a queste pratiche illegali.

La responsabilità delle banche(private, FMI e BM) e delle imprese nei debiti di corruzione.


“Questi debiti ugualmente qualificati come illegittimi si accumulano come conseguenza di atti di corruzione perché i fondi prestati dagli Stati sono direttamente deviati verso conti personali di governo” (Ramos 2008), o in cambio di differenti favori resi ad esempio ad alcuni intermediari al servizio di un’impresa transnazionale e che vanno ad aumentare il debito estero dei paesi indebitati,

“Spesso le banche che ricevono i prestiti illegali sono complici di queste manovre perché in generale sono esse stesse che finanziano la corruzione”(..) e “ che rilasciano il prestito all’origine dell’atto di corruzione , che gonfiano il debito estero che pagheranno i popoli del Sud coinvolti”(Ramos 2008).

Alla fine del 2002, un’inchiesta del dipartimento del tesoro degli Stati Uniti sul dittatore cileno Augusto Pinochet ,rivelò che almeno per otto anni , la Banca Riggs, negli Stati Uniti aveva nascosto l’esistenza di conti bancari a suo nome con depositi dai 4 agli 8 milioni di dollari.
E anche che questa aveva partecipato alla creazione di due imprese fantasma appartenenti al dittatore nei paradisi fiscali delle Bahamas per nascondere i conti aperti in banche specialmente di Washington.
Questo denaro probabilmente è stato dirottato da Pinochet ed ha aumentato il debito estero del paese che è quintuplicato durante la sua permanenza al potere(Ramos,2008).


I debiti delle classi dirigenti : il costo della cattiva gestione e degli interessi di classe.


“Debito illegittimo che si accumula in seguito a prestiti dello Stato per beneficiare una certa minoranza di popolazione e di gruppi economici locali o stranieri”come l’impresa Texano in Equador (Ramos 2008).
La socializzazione dei debiti privati contribuisce a questo debito delle classi dirigenti.
Ferdinant Marcos ha venduto alcune imprese allo Stato delle Filippine ad amici suoi, poi le sue imprese sono in seguito rientrate nel girone dello Stato con un importante debito.
Marco si ritirò poi in Austria e lasciò le banche pubbliche che rimborsassero questo debito(Adams 1993 in Ramos 2008).


L’appoggio delle banche alla repressione dei popoli e al sostegno dei dittatori.

Per quanto nel 1973 Le Nazioni Unite avessero definito l’apartheid come un crimine contro l’umanità, la comunità finanziaria ha continuato a concedere prestiti al governo sudafricano.
In modo maggioritario ciò accadde per i fondi pubblici, ma attraverso gli aiuti bilaterali che hanno finanziato in Sud Africa nel 1993, questa azione doveva il 90% dei suoi aiuti esterni a lungo termine a quattro paesi:Stati Uniti,Francia,Germania e Svizzera.
“Durante tutto il periodo dell’apartheid , almeno 30 grandi banche e altre 230 di minor rilievo, furono impegnate per il finanziamento del regime”(Ramos 2008)
Questo aiuto finanziario fu realizzato in parallelo al sostegno degli Stati Uniti tramite la Francia, per la creazione della bomba nucleare sud-africana.

L’appoggio delle banche fu oggetto delle lamentele specialmente a New York, da parte delle vittime di quel regime di apartheid, nel 2002 attraverso l’associazione Kumlumani Support.
La denuncia era indirizzata verso 21 banche ed imprese straniere.Tra queste banche vi erano:Barclay National Bank,Crédit Suisse,Deutsche Bank AG,Ford,J.P.Morgan Chase(Bank) e tra le imprese BP, Chevron Texano,Shell e Totoal Fina-Elf per la Francia.
Un’altra denuncia era stata depositata per il medesimo motivo già dal 1992 da altre vittime(Ramos,2008).


Il sostegno delle banche ai mercanti di armi, alla guerra e il debito della guerra.

“ I debiti di guerra considerati illegittimi derivano da prestiti che hanno finanziato piani bellicosi a scopi imperialistici (estendere il dominio di un paese su un altro con la forza)” con il fine di annetterlo o di conquistarlo usando i mezzi di un’operazione di guerra(Ramos 2008).


L’invasione di Timor orientale da parte del dittatore indonesiano Suharto(1965-1998) fece 60.000 morti nel 1976, poi 200.000 morti nel 1979, quasi un terzo della popolazione di Timor Orientale(Le monde diplomatique).
Questa invasione è stata sostenuta finanziariamente dagli Stati Uniti e dai loro alleati(Australia, Gran Bretagna…)e dalla Banca Mondiale.
Gli Stati Uniti quadruplicarono il loro aiuto economico durante questo periodo(Toussaint, dicembre 2004).

- 2 Il potere delle banche nell’autorità economica e politica

A- Il potere della creazione monetaria privata:il furto legalizzato di un bene pubblico

Attualmente , non utilizziamo quasi più denaro “fiduciario”, cioè biglietti e le monete coniate dagli Stati ma bensì moneta scritturale materializzata da assegni e dalla moneta elettronica creata dalle banche stesse.
Maurice Allais, premio Nobel per l’Economia , spiega che”fondamentalmente, il meccanismo del credito porta ad una creazione di mezzi di pagamento ex nihilo(a partir dal nulla…).
Ad ogni operazione di credito esiste anche una duplicazione monetaria.In tutto, il meccanismo di credito si risolve nella creazione di moneta ex nihilo attraverso semplici giochi di scritture“(Maurice Allais 1999)
Così i banchieri si arricchiscono con il denaro che non hanno mai interamente posseduto ma il prestatore privato o pubblico (lo Stato)deve però rimborsare.
Per essere più precisi, le banche private possono infatti creare soltanto circa 8-9 volte più denaro di quello che effettivamente esse dispongono.
In questo modo,se una banca privata riceve un milione di euro dalla banca centrale, essa detiene il diritto di creare 9 milioni di euro proponendolo nel credito.

Maurice Allais dichiara che “in sostanza l’attuale creazione di moneta ex nihilo da parte del sistema bancario è identico(…) alla creazione di moneta effettuata da parte di falsari.
Concretamente ,questa porta agli stessi risultati.L’unica differenza è che coloro che ne approfittano sono differenti”(Allais 1999).
Ed è per questo che l’industriale Henri Ford dichiarò “ se la gente di questa nazione capisse il nostro sistema bancario e monetario, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina”.

Se il presidente Pompidou non avesse soppresso nel 1973 il regio diritto dello Stato francese di emettere moneta, i contribuenti francesi non avrebbero da rimborsare 40-50 miliardi di euro di imposte ogni anno e il debito pubblico francese sarebbe totalmente rimborsato dal 2006!
-stima Holbecq.
Questo denaro viene dunque ad arricchire i banchieri e altri creditori privati, mentre se il governo francese fosse stato in diritto di prestare senza interesse tramite la sua Banca centrale pubblica, il debito pubblico sarebbe sparito nel 2008(Holbecq 2008).

Magrit Kennedy ha anche calcolato che i prezzi pagati dai consumatori sono costituiti tra il 40-50% dal solo peso degli interessi.Di conseguenza, il potere dei finanziatori privati non viene esercitato solo attraverso una maggiore valuta sui salari, ma anche più largamente sul consumo(Kennedy 1996).

Ed è per questo che in seguito alla dichiarazione di Thomas Jefferson, M.Phillip A.Benson, presidente dell’associazione American Bankers dichiarava l’8 giugno 1939 che”non esistono mezzi più efficaci per avere il controllo di una nazione se non quello di dirigerne il suo sistema di credito(moneta)”.
William Lyon Mackenzie King, ex primo ministro del Canada rincarava:”Finchè il controllo dell’emissione delle monete e del credito non verrà migliorato dal governo e riconosciuto come una sua responsabilità più evidente e riconosciuta , ogni discorso sulla sovranità del Parlamento e della democrazia è vano e futile..La volta che una nazione abbandona il controllo dei suoi crediti,non importa più chi ne fa le leggi….L’usura, una volta al comando affonda qualsiasi nazione”.

Negli Stati Uniti è successo in modo relativamente analogo.Dal 1861 al 1913, lo Stato americano dispose del controllo dell’emissione e della circolazione di una moneta senza interessi.Ma il presidente del Paese,Woodrow Wilson, firmò l’atto della Riserva federale del 23 dicembre 1913, trasformandolo in legge.Così la proprietà e il potere di decisione e la capacità di creazione monetaria della riserva federale(la banca centrale) passava dal Congresso degli Stati Uniti composto da rappresentanti eletti dal popolo ,alle più potenti banche private.
Woodron Wilson ,presidente degli Stati Uniti dal 1913 al1921,dichiarava prima di essere assassinato:”Sono un uomo tra i più infelici.Ho incoscientemente rovinato il mio paese.Una grande nazione industriale è controllata dal suo sistema di credito.Il nostro sistema di credito è concentrato nel privato.Di conseguenza, la crescita della nostra nazione così come tutte le nostre attività ,è nelle mani di qualche uomo.Siamo diventati uno dei governi tra i più mal diretti del mondo civile, uno tra i più dominati e controllati non dalla convinzione e dal voto della maggioranza ma dall’opinione e della forza di un piccolo gruppo di uomini dominanti”-cioè i banchieri privati.
Secondo Eric Samuelson, dal novembre 1997, la Banca newyorkese della Riserva federale detiene la maggioranza delle azioni.Quest’ultima è sotto la proprietà maggioritaria della Chase Manhattan Bank che appartiene ai Rockefeller con il 32,35% delle azioni e dalla Citybank al 20,51%.Queste due banche controllano dunque da sole la FED che è sensato ritenere come un bene pubblico negli Stati Uniti(Carmack 2007).

Contro questo tipo di deriva,Maurice Allais stima che “la creazione monetaria deve dipendere dallo Stato e solo da quello.Ogni creazione monetaria diversa dalla moneta di base effettuata dalla Banca centrale dev’essere resa impossibile in modo che spariscano i “falsi diritti” che risultano attualmente dalla creazione della moneta bancaria(Allais 1999).Secondo A.-J.Holbecq”Ogni moneta necessaria allo sviluppo dell’economia dev’essere prodotta dalla Banca centrale europea(BCE) (…) e l’interesse di ogni moneta creata nel passato da banche commerciali e dalla BCE deve ritornare agli Stati della zona euro e dunque al popolo…Si tratta sicuramente di più di 350 miliardi di euro all’anno” a livello europeo.(Hobecq 2008).

B-Il potere storico delle banche sullo stato francese

I banchieri finanziano il colpo di stato di Napoleone in cambio della creazione monetaria privata.
In Europa , si fa risalire l’origine della banca moderna al 17 secolo con la creazione delle prime banche centrali.Probabilmente dopo aver ricevuto denaro dai banchieri, Napoleone Bonaparte(1769-1821)confessava che:”Quando un governo dipende dai banchieri per il denaro, sono questi ultimi e non i capi dei governi a controllare la situazione perché la mano che dà è sopra quella che riceve(..)Il denaro non ha patria ;i finanzieri non hanno patriottismo e non hanno pudore; il loro solo obiettivo è il guadagno”.Napoleone sapeva bene ciò che diceva , perché uno dei due banchieri che avevano finanziato il suo colpo di stato contro l’accettazione degli statuti di una nuova banca che progressivamente si sarebbe vista concedere il monopolio dell’emissione della moneta ,Jean-Pierre Collot(1764-1853) era stato un finanziere che”avrebbe prestato 800.000 franchi in oro per finanziare il colpo di stato del brumaio” e che sarebbe divenuto in seguito “direttore responsabile per la fabbricazione della Moneta di Parigi sotto la Restaurazione”(Mannaie de Paris,2004).

“Fondata il 13 febbraio 1800, solo qualche settimana dopo il colpo di Stato,La Banca di Francia, nacque come società per azioni privata diretta da reggenti”.
Questa ebbe allora il monopolio di emissione di moneta di carta nel 1803(Marsiglia).I 200 membri della sua Assemblea generale avevano così il potere di designare 15 membri del Consiglio di reggenza della Banca di Francia(Wolff,1995).

Amchel Mayer Rothschild(1743-1812) la cui famiglia sedeva tra i reggenti della Banca di Francia e prosperava già da decine di anni grazie alle banche private affermava così:”Datemi il controllo sulla moneta di una nazione e io non mi preoccuperò di ciò che stabiliscono le sue leggi”.
Thomas Jefferson, il terzo presidente degli Stati Uniti, dichiarò inoltra sempre sull’argomento: ”Credo sinceramente che le istituzioni bancarie siano più dannose per i nostri privilegi delle armi convenzionali . Esse sono già state elevate all’apice di una ricca aristocrazia che ha sfidato il governo. Il potere d’emissione dovrebbe essere tolto alle banche e restituito al popolo a cui appartiene”. (Jefferson, 1802).
I banchieri privati piazzano i loro uomini nel cuore degli stati e privatizzano di nuovo la creazione monetaria.

Gorge Pompidou prima di diventare presidente della Repubblica era un banchiere. Dal 1945 alla sua elezione come presidente della Repubblica nel 1969, Pompidou esercitò le sue funzioni in seno al governo francese continuando in svariati periodi turbolenti al servizio della banca Rothschild dal 1954 al 1958 e dal 1959 al 1962. L’otto gennaio 1959 è diventato direttore generale della Banca Rothschild. Tuttavia sarà tra le altre cose nominato nel marzo 1959 al Consiglio costituzionale in cui rimarrà fino al 1962. Si osserva dunque di nuovo una grave mancanza d’indipendenza tra gli interessi dello stato francese e quelli privati delle banche. Poi la banca di Francia è stata nazionalizzata nel 1945 dal generale De Gaule e quindi durante questo periodo lo Stato ritrova il controllo sul credito e sulla moneta. Ma il presidente Pompidou uomo dei banchieri dell’epoca non ci sente da quest’orecchio. L’articolo 25 della legge del 3 gennaio 1973 di Pompidou e Giscard d’Estaing, “proibisce al Tesoro pubblico di essere presentatore dei propri effetti allo sconto della Banca di Francia”. Lo Stato francese oscilla dunque nuovamente sotto l’impresa finanziaria diretta dei banchieri privati.

Quando le 200 famiglie più ricche possedevano le finanze della Francia

Tornando a noi, un po’ più indietro, durante il periodo tra le due guerre mondiali, per poter capire come l’influenza degli industriali si esercitava già sullo stato francese. A quell’epoca, il termine le “200 famiglie” designava i 200 più grossi azionisti (su un numero di 40.000) della Banca di Francia. Edouard Daladier, presidente del Consiglio, in occasione del Congresso radicale di Nantes nel 1984 dichiarava che “200 famiglie sono padrone dell’economia francese e di fatto anche della politica francese (…). Le 200 famiglie piazzano al potere i loro delegati. Esse intervengono sull’opinione pubblica perché esse controllano la stampa”.

Negli anni 1920-1930, sono quindi “le 200 famiglie” che in effetti governavano e che mettevano una politica estera al servizio di una politica interna dedicata alla guerra dei salari. Tra le più ricche si contava già la famiglia Seillière (32 milioni). Erano il “comitato delle ferriere (acciaio) e delle miniere di carbone che disponevano della più grande influenza sulla Famiglia De Wendel in primo luogo, ma anche degli Schneider, i Rothschild, i Wendel… (Ernest Antoine Seillières e Françoise de Panafieu sono i discendenti dei “De Wendel”) (Sédillot, 1989). E’ la cerchia delle ferriere, è l’antenato dello UIMM (unione dei mestieri e industrie della metallurgia) che attualmente è uno degli organi padronali più potenti.


Il ruolo dei banchieri nella creazione dello Stato fascista di Vichy

L’azione della Banca Worms (membro dell’organizzazione della sinarchia) durante la guerra nel 1940 è molto analoga ai ruoli di altre banche nei governi così come negli Stati fascisti dell’epoca.
Il gruppo Worms un gigante del trasporto internazionale delle compagnie minerarie e delle società finanziarie e immobiliari, teneva sotto il suo giogo diretto più della metà dell’industria francese prima della seconda guerra mondiale.
La storica Annie Lacroix Riz approfittando dell’apertura degli archivi ufficiali ha scoperto che in Francia quasi tutti gli uomini che arrivavano al potere con il maresciallo Pétain provenivano dal gruppo Worms, uno degli elementi chiave di questa organizzazione di finanzieri in Francia (Lacroix-Riz, 2006).
I servizi segreti britannici durante la seconda guerra mondiale avevano già individuato il ruolo del gruppo Worms sul governo di Vichy.

Poi la sinarchia si coagula intorno alla Cagoule, una specie di raggruppamento di membri delle vecchie leghe. Quest’ultima era un’organizzazione segreta fondata da E.Deloncle e finanziata dal padrone di l’Oréal, Eugène Schuller. La sinarchia punta sul duetto Pétain-Laval fino al 1941-42 quando il vento comincia a cambiare con l’entrata in guerra negli Stati Uniti. Dopo questo evento,la sinarchia ripiega su Darlan che diventa il numero due del governo di Vichy, successore atteso da Pétain, prima di essere –molto opportunamente- assassinato nel dicembre 1942. Durante il suo passaggio a Vichy, ha fatto rientrare al governo un’intera parte della banca Worms (Lacroix-Riz, 2006).

Nel governo del Fronte popolare del 1936 , malgrado il fatto che Léon Blum perorasse un’alleanza con Roosevelt, la sinarchia si era infiltrata nel ministero dell’Economia nazionale (…).
Uno dei primi compiti fu quello di mettere sotto stretto controllo l’economia in favore dei finanzieri. E’ a questo punto che entrò in scena il gruppo Worms del quale tre dei suoi membri parteciparono alla stesura del testo di legge del 16 agosto 1940: René Belin, Jacques Barnaud, Bichellone. Questo gruppo instaurò una vera dittatura statale sull’economia con dei comitati organizzativi per ogni settore dell’industria, diretti da un solo capo e che faceva l’intermediario tra lo Stato e le imprese.
Questa legge del 16 agosto dava tutto il potere allo Stato sul padronato. Con la legge del 16 agosto del 1940, “la sinarchia bancaria si vede attribuire tutto il potere economico a spese di coloro che ne avevano detenuto le leve principali fino a quel momento, cioè il padronato industriale e le sue organizzazioni professionali. Tutto accadde come se il 16 agosto 1940 con il favore della disfatta il padronato fosse passato interamente sotto il giogo delle mafie bancarie” spiega Lacroix-Riz (2006).

Troviamo ancora oggi la Banca Worms. La società svizzera Glencore e la banca francese Paribas (capofila di un gruppo di una decina di banche tra le quali la BNP, Worms, la Banque Populaire…) sono nel cuore del sistema dei prestiti su pegno sul petrolio futuro dell’Angola (Verschave, 2001). Alcuni dei membri e dei rappresentanti di queste differenti imprese sono stati incriminati nel quadro del processo Angolagate, iniziato nel 2008.

C-Il potere politico e ideologico dei banchieri.


Il gruppo Bilderberg fu creato nel 1954, grazie ad un cofinanziamento di Unilever e della CIA.
Secondo un vecchio delegato del gruppo, il consenso elaborato in seno a questo forum serviva da base all’evoluzione delle politiche internazionali.
Bilderberg “compose lo sfondo delle politiche che furono messe in opera in seguito come ad esempio il Convegno economico mondiale di febbraio a Davos , gli incontri Bilderberg ,quelli del G8 nell’aprile-maggio e la conferenza annuale del FMI e della Banca Mondiale a settembre .
Una specie di accordo internazionale emerse(…).Questo consenso ha rappresentato lo sfondo dei comunicati del G8.
Esso ispira il Fondo monetario quando arriva ad imporre il programma di allineamento all’Indonesia e alla politica che il Presidente americano ha proposto al congresso”.(Armstrong, 1998).

Il bancario David Rockefeller fu il fondatore di Bilderberg,poi della Commissione Trilaterale.”Queste due lobbies sono i veri architetti della mondializzazione neoliberale” secondo M.R. Jennar(2005).
D.Rockefeller ha dichiarato al Newsweek international che”Qualcosa deve pur sostituire i governi ed il potere privato mi sembra l’entità più adatta per farlo”(Rockefeller 1999).”
Questo stesso personaggio aveva dichiarato otto anni prima davanti alla Commissione Trilaterale:la sovranità soprannazionale di una élite intellettuale e dei banchieri è preferibile al principio di autodeterminazione dei popoli”(Jennar 2005).
In effetti, questi ultimi sono considerati da alcune élite e da alcuni esperti della governance europea come”ignoranti, emotivi e versatili, come ci riferisce il rapporto Hermet(2003).E’ dunque,per evitar loro di compiere errori che possono danneggiare l’interesse del popolo stesso che le Èlite propongano di erigere la governance attraverso i soli esperti e le élite economiche e politiche.


La banca Mondiale è spesso diretta da vecchi membri ,provenienti dalle più grandi banche private degli Stati Uniti o da grandi banche transnazionali.
Di conseguenza gli interessi capitalistici dei banchieri e delle élite economiche hanno i loro guadiani e si evolvono nel cuore dei poteri pubblici internazionali.
Robert Strange McNamara fu presidente della Banca Mondiale dall’aprile 1986 a giugno .
Gli anni precedenti la sua nomina, McNamara era considerato come uno degli uomini d’affari più importanti degli Stati Uniti e divenne presidente della Ford Motor Company all’età di 44 anni.
Dal 1 luglio 2007 Robert Zoellick è il decimo presidente della Banca Mondiale.
Nel 1997, è stato consigliere agli affari internazionali della banca Goldman Sachs.
Paul Wolffowitz fu il nono presidente della Banca mondiale.Prima era stato un uomo d’affari e aveva condotto una carriera da banchiere,poi nel 2007 era stato spinto alle dimissioni per nepotismo .


Alla Banca Mondiale, l’ideologia neoliberale è egemonica,ed è dunque nel quadro di questa politica che essa intende esercitare il suo ruolo di “buona governance”.
La “buona governance”, per la Banca Mondiale è anche sinonimo di buona gestione di sviluppo “(World Bank 1992).
Marie Claude Smoutsla qualifica questo termine come “strumento ideologico per una politica dello Stato minimo”(1998).Tuttavia, se questa politica si limita alle funzioni regali ciò non significa uno Stato debole.
Si tratta in realtà di uno “Stato gendarme” che mira teoricamente a far rispettare le regole di un mercato concorrenziale e le libertà individuali.



Le istituzioni di Breton Woods esercitano un potere politico e culturale.
Il ruolo finanziario ed economico è solo la punta dell’iceberg.La parte sommersa rileva la fiducia nella dottrina della leadership intellettuale.Come dirà in seguito Pierre Bourdieu, la Banca è potente perchè è capace di cambiare costantemente capitale economico contro il capitale simbolico e viceversa.

Susan George descrive la Banca come”la mano invisibile del “programma”planetario messo in opera dal capitalismo liberale.Nel suo libro Crédit Sans Frontières lei attribuisce dunque al Fondo monetario internazionale e alla Banca degli attributi e un funzionamento quasi religioso.
La dottrina sostituisce allora l’argomentazione,malgrado il discorso che si vorrebbe fosse scientifico, ma si tratta invece di un’ ideologia .

Un altro strumento dell’egemonia ideologica dei neoliberali è la loro attitudine al recupero e alla manipolazione concettuale,che è relativamente vicina al nuovo linguaggio..La Banca utilizza”parole solenni e formule magiche per trasformare la realtà(George,1994).
Di fronte ai difensori dell’ambiente che rischiano di mettere un termine alla filosofia della crescita illimitata, la Banca ha utilizzato la nozione di sviluppo sostenibile decretando la”crescita sostenibile” .
Questa non fu più una minaccia da quel momento , l’idea di sostenibilità che neutralizzava il pericolo della distruzione.”Il movimento in difesa dell’ambiente che teme per il suo avvenire si è visto così privato delle sue armi concettuali”(George 1994).

Dietro la politica della “buona governance”, la Banca Mondiale cerca anche di costringere i paesi che sono a bassi salari a condurre una buona gestione, cioè ad applicare i piani di allineamento strutturali(privatizzazioni, restrizioni di bilanci societari…). basati su una politica economica neoliberale Così di fatto dal principio di condizionalità al quale sono sottomessi gli Stati per ricevere i prestiti dalla Banca Mondiale , questi perdono la sovranità sulla loro politica nazionale(George,1994).
Questa distorsione della sovranità del popolo è”mimetizzata dagli aggettivi qualificativi come “empowered”(dare pieni poteri) vista come “partecipazione” e del “consenso”con la società civile(Hidouci,2003).


La corruzione limita la democratizzazione degli Stati.Tuttavia, le istituzioni finanziarie internazionali(IFI) agiscono poco contro la corruzione dei dirigenti(quando i prestiti che essi concedono vengono dirottati ) (Gueye 2003).
La Banca Mondiale rimette poco o nulla in causa la propria politica economica neoliberale e lo fa solo in via di discorso.Si accontenta ad esempio di aggiungere in margine alcune “reti di sicurezza”per i più poveri.
Essa ha così sviluppato un approcio più politico , cioè “la buona governance”.


I direttori della Banca Mondiale hanno da parte loro interrotto il rilascio di prestiti a diversi paesi perché si sono scontrati con gli interessi degli Stati Uniti(anche se ufficialmente era per altri motivi)precisa Eric Toussaint…Nello stesso ordine di idee, la Banca Mondiale ha sistematicamente tentato di mettere in scacco i regimi considerati come minacce per gli interessi americani.
E’ questo il caso contro il governo del Guatemala di Jacobo Arbenz nel 1954.Al contrario la Banca Mondiale sosterrà poi in seguito la giunta militare che rovescerà Jacobo Arbenz(Toussaint,Millet,2007).
In mezzo agli altri esempi tra i più conosciuti in Africa, citiamo la dittatura di Mobutu nello Zaire, quella di Idi Amin Dada in Uganda,d’Habyarimana in Ruanda a partire dal 1973, di Idris Déby nel Ciad(Toussant, 2006).


Ruolo di Franc-CFA nel dominio africano.

La politica monetaria permette di giocare sulle importazioni e sulle esportazioni.
E’ un strumento fondamentale della sovranità,come lo è ad esempio l’indipendenza militare.Orbene, gli Stati africani non hanno questa libertà d’azione e dunque questa indipendenza economica e politica.
La Banca di Francia e ora la Banca centrale europea con l’euro hanno deciso di fare delle svalutazioni nel momento in cui queste si stavano verificando.
Un governatore della Banca di Francia dispone del diritto di veto sulle politiche della Banca Centrale africana francofona in materia monetaria.
L’Africa francofona viene così spossessata della sua sovranità monetaria ed economica..


3-Il debito:strumento di dominio dei paesi ricchi.

Il debito pubblico:un’opportunità per le rendite.

L’accrescimento del debito pubblico in Francia beneficia anche degli azionari e delle rendite(che Keynes qualificava come parassiti)perché si arricchiscono grazie alla produzione concreta degli altri attori(industria,agricoltura,operai…)e questo semplicemente perché questi dispongono di beni finanziari.



Il debito dei paesi in via di sviluppo:uno strumento di arricchimento dei paesi industrializzati.



Contrariamente a quel che l’opinione pubblica pensa in generale, i flussi finanziari più importanti vanno dunque dal Sud verso il Nord.
In conclusione sono i più poveri che aiutano i più ricchi .
Nel 2002, i flussi costituiti da trasferimenti di risorse(contributi e prestiti )dal Sud verso il Nord rappresentavano 200 miliardi di dollari nel 2002.
Nel 2004, mentre l’aiuto pubblico allo sviluppo dei paesi OCSE per i paesi in via di sviluppo si elevava a 78 miliardi di dollari, il servizio del debito estero dei paesi sottosviluppati rappresentava 374 miliardi di dollari e di conseguenza, i flussi finanziari che andavano dal Sud verso il Nord erano 4,7 volte superiori ai flussi che andavano dal Nord verso il Sud(Banca Mondiale, 2005).
Nel 2003 , l’APD (aiuto pubblico allo sviluppo) elevava l’importo a 54 miliardi di dollari e il rimborso a 436 miliardi cioè 8 volte di più.(Ziegler, 2005).





Il debito gestito dalla Banca mondiale a volte è illegale.


“Nel momento in cui il Gabon raggiunse la sua indipendenza nel 1960, la Banca Mondiale ha trasferito in questo paese i debiti precedentemente sottratti dalla Francia per la colonizzazione del Gabon,e ciò rappresenta una totale violazione delle regole del diritto internazionale.
Dall’egemonia dei dirigenti francesi sull’economia gabonese la Francia non si è mai smentita:Omar Bongo ne era prima di tutto il garante.Un debito pattuito a queste condizioni è illegittimo e non dev’essere rimborsato.(Toussaint,2006).





I narcodollari al servizio del debito.



Alla fine numerosi paesi considerati come buoni allievi del Fondo monetario e della Banca Mondiale, sono verosimilmente riusciti ad equilibrare la loro economia solo con la produzione e la vendita della droga e questo è l’esempio della Bolivia “, secondo Patrick Piro” nessun economista dev’essere ingannato da questo miracolo, perché è ben grazie alla coca e alla cocaina che il paese non è andato in pezzi”.
Il traffico di droga ha dato al paese quelle valute necessarie al pagamento del debito, ma
ha anche permesso di evitare un’esplosione sociale, offrendo impiego a decine di migliaia di disoccupati”(Piro,1994).


I dirigenti dei paesi OCSE sono informati di questa realtà.Ma il servizio del debito rimane apparentemente prioritario per loro, in rapporto alla messa in opera della loro dichiarazione che puntava alla lotta contro lo sviluppo del mercato della droga e al suo riciclaggio nei paradisi fiscali.



Un aiuto (APD) ai paesi industrializzati piuttosto che a quelli in via di sviluppo.


Boisgallais valuta tra l’ 1 e il 5 % l’aiuto pubblico bilaterale che proviene parallelamente alla popolazione, il resto parte in direzione della costruzione di infrastrutture destinate a servire i nostri interessi.Meno dell’1 % dell’ADP bilaterale è dedicato alle ONG (Boisgallais,1994).


Secondo Politis il resto dell’aiuto bilaterale francese viene così ripartito globalmente :

-da 30 a 40 % circa, per le operazioni di reintroduzione del debito o riallineamento dei tassi d’interesse e talvolta l’annullamento parziale del debito.

- 20 a 25 % per il salario dei cooperanti per progetti tecnici, scientifici o culturali, con un salario medio che và da 4500 a 23.000 euro al mese.Si contavano 3250 cooperanti nel 2001.

- 5 a 10 % per l’aiuto finanziario ai progetti per lo studio e la realizzazione di attrezzature

- 3% destinato all’esercito, con l’invio di professionisti francesi, per formare l’esercito locale , la gendarmeria…

- 1% per l’aiuto di bilancio, cioè i contributi versati direttamente dallo Stato,ma il parlamento francese non ne è mai stato informato.

- 1% per il sostegno ai Piani di allineamento strutturali della Banca Mondiale e del Fondo Monetario(Politis,1998).


La COFACE assicura i rischi delle imprese francesi che investono all’estero.
Questa permette una privatizzazione dei guadagni e la mutualizzazione delle perdite.
Però, lo Stato francese che impegna ogni anno 9,2 miliardi di denaro pubblico attraverso la COFACE (di cui una gran parte di quelli destinati ai paesi in via di sviluppo) ha così pagato più di 15 miliardi in 20anni per coprire i deficit di questa impresa, senza che nessuno avesse verificato l’efficacia dei contratti passati”(Brun,Politis,1998).


I debiti dello sviluppo:il costo degli ”elefanti bianchi”.




“Ci sono debiti contratti per realizzare progetti di sviluppo che si sono incagliati o le cui conseguenze umane o ambientali si sono rivelate nefaste a causa di una mancanza di studi preliminari (Ramos,2008)
Cioè che si qualifica a volte come”elefante bianco” non sono altro che quei grandi progetti di cui ne beneficiano il governo o l’ impresa privata, ma non la popolazione.
Ad esempio, gli ospedali ad alta tecnologia in cui lo Stato non ha previsto finanziamenti dei salari e la manutenzione e che sono lasciati nell’abbandono.


E’ questo il caso dell’Africa One, un progetto da 2 miliardi di dollari messo in piedi nel quadro di una partership AT& T- UIT-operatori privati e Stati africani che è completamente fallito,inghiottendo decine di milioni di dollari.
Allo stesso modo, WordCom vera effige neoliberale diventata primo operatore mondiale in capitalizzazione borsistica e gran predatore di operatori nelle telecomunicazioni e che ha causato il più grande fallimento della storia degli USA e il più grande dirottamento finanziario mai registrato.Più di 11 miliardi di dollari.(Fullsack,febbraio 2005).


Delitti di “iniziati” al servizio di un’operazione speculativa sul debito pubblico.

Negli anni 90, la Fiba, la banca Elf(chiusa in seguito al processo Elf) ha riacquistato al ribasso i crediti del Congo che erano detenuti nelle banche straniere per farseli rimborsare dalla Cassa congolese d’amortizzazione.Dopo aver recuperato questi debiti in pegno sul petrolio, questa intascò il ribasso , una svalutazione dal 90 al 95% !(LDC 2 ottobre 1997).
Grazie ai suoi appoggi in seno allo Stato Congolese e alla”complicità di tutte le parti che prendevano sulle proprie spalle le finanze pubbliche”, Elf sapeva di poterseli far rimborsare(Verschave,2001).



Gli ETN ( le equipes tecniche nazionali ndt) ai comandi degli Stati grazie alla gestione del debito pubblico.





Durante l’estate 1994,Lissouba, il presidente del Congo Belga confida ad Elf la responsabilità della gestione del debito petrolifero del paese.Si osserva una totale mancanza d’indipendenza dello Stato.In effetti, Elf divenne così nello stesso tempo cliente e gestore del suo bilancio(Verschave,2001).Un’impresa capitalista privata ha così esteso il suo dominio sullo Stato.


L’associazione Survie(2006) ha avanzato parecchie proposte per democratizzare la cooperazione francese come quella di realizzare ad esempio una revisione contabile sull’aiuto pubblico allo sviluppo, controllando e rendendo più trasparente la cooperazione francese per integrare la società civile nelle politiche bilaterali di cooperazione..


Coclusione.

Abbiamo esaminato i rapporti tra il potere e le cause politico-ideologiche e i rapporti tra il potere e le cause economiche che possono spiegare le attuali disuguaglianze nel mondo.
In particolare,è il potere politico dei proprietari dei beni economici( i capitalisti della finanza e dei mezzi di produzione) che dominano alla grande il potere politico dei dirigenti pubblici .
Si tratta della governance economica, finanziaria, ideologica e della governance attraverso i poteri pubblici(nazionali e internazionali).
Il secondo livello di potere o di governance rappresenta l’autorità e le regole attraverso la violenza(poliziesca, militare…)attraverso il potere relazionale(le organizzazioni) e attraverso la governance nazionalista(imperialista).
La dimensione illegale viene dunque a rinforzare le carenze della governance non-democratica , ma alla fine rimane secondaria sul piano quantitativo, anche se sembra largamente sottostimata.
In più, un delitto, anche se piccolo e raro, commesso da un eletto dal popolo dovrebbe far reagire i cittadini e i media.Però, in particolare in Francia è spesso passato sotto silenzio.
Infine, se il capitalismo economico e politico possono spiegare l’attuale situazione mondiale di disuguaglianza estrema, il liberismo(con la sua deregulation) non fa che rinforzarlo, accentuandone ancora le tendenze verso il non rispetto delle regole di alcuni appartenenti alle élite attraverso la corruzione.
Thierry Brugvin è sociologo, autore del libro Les mouvements sociaux face au commerce éthique,Hermès/Lavoisier, 2007)


27/10/2009


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