NOTIZIE 2008


Alta velocità, arrivano i francesi

Andrea Angelini

Nell’affrontare e nel gestire le questioni attinenti il Libero Mercato, o quello che si spaccia per tale, gli italiani hanno generalmente la brutta tendenza a fare i primi della classe o a voler mostrarsi come tali. Succede così che, in determinati settori, come le ferrovie, si aprano le porte agli operatori stranieri, provenienti da Paesi come la Francia nei quali invece lo Stato e il monopolista locale hanno eretto barriere all’ingresso di imprenditori stranieri. Ieri il quotidiano Les Echos ha anticipato che Sncf, il gruppo pubblico delle ferrovie francesi, sarà il partner industriale della società privata italiana Ntv (creata da Luca di Montezemolo) che opererà dal 2011 in Italia nel settore dell’Alta Velocità. L’operazione verrà realizzata acquisendo una partecipazione del 20% a fronte di una spesa di 80 milioni di euro. L’accordo è stato ratificato poi in giornata dai consigli di amministrazione delle due società con comunicati che ne hanno sottolineato l’aspetto industriale e gestionale. Non si tratterà quindi di una partecipazione finanziaria ma Sncf intende invece portare la sua esperienza già maturata in quel settore specifico per allargarsi ulteriormente in Europa e sfruttare il momento in cui in Italia le linee ad alta velocità saranno completate. Attualmente i soci di Ntv sono: Luca di Montezemolo (18,13%), Diego Della Valle (18,13%), l’imprenditore napoletano Gianni Punzo (18,13%), Intesa San Paolo con Imi Investimenti (21,40%), Assicurazioni Generali (16,10%), Alberto Bombassei, titolare della Brembo (costruttore di impianti frenanti) con Nuova Fourb (5,40%) e Giuseppe Sciarrone (già alto dirigente della Fiat e delle stesse Ferrovie) con Reset 2000 (2,60%). Nella conferenza stampa al termine del CdA, Montezemolo ha detto che Ntv investirà 1 miliardo di euro da qui fino al 2011 e che si tratta di un’operazione importante ad alto rischio ma che riguarda un settore per il quale è previsto un forte sviluppo. Ntv ha già investito 600 milioni per comprare i nuovi treni ad alta velocità e verserà una cifra annua di 140 milioni di euro di canone d’affitto a Rfi (Rete ferroviaria italiana), cioè la società che gestisce l’infrastruttura, la rete ordinaria e quella ad alta Velocità. Come per l’utilizzo della rete di Telecom anche per quella delle ferrovie i nuovi operatori chiedono apertamente uno scorporo. Così l’amministratore delegato di Ntv, Giuseppe Sciarrone, ha chiesto che in tempi brevi si proceda alla separazione societaria di Rfi da Trenitalia, l’azienda che gestisce il servizio viaggiatori. Sia Trenitalia che Rfi sono controllate al 100% da Ferrovie dello Stato spa. Secondo Sciarrone, Rfi dovrebbe in tal modo diventare un arbitro indipendente mentre oggi è anche il centravanti della squadra avversaria. In ogni caso, ha puntualizzato, l’accordo con Sncf è stato definito “nel pieno rispetto delle norme comunitarie e nazionali. Un fatto verificato dal Ministero dei Trasporti, che ha concesso il nulla osta”. Sciarrone ha così inteso replicare al sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Roberto Castelli (Lega), che aveva chiesto la costituzione di una commissione d’inchiesta per ricostruire l’iter della vicenda. Soprattutto Sciarrone ha voluto dare assicurazioni dal punto di vista della difesa della italianità. L’accordo, a suo dire, non configura alcuna forma di controllo da parte di Sncf su Ntv, né dal punto di vista giuridico né da quello di fatto.Allo stesso tempo le intese sulla gestione futura (la cosiddetta “governance”) vietano che Sncf possa crescere in Ntv oltre il 20% e che possa operare in Italia nell’Alta Velocità in concorrenza con Ntv e con altre imprese italiane.
Indignata la reazione di Luigi Grillo, presidente della Commissione Trasporti del Senato, che per commentare la vicenda ha usato gli stessi concetti da lui usati per respingere l’arrivo delle banche straniere nel nostro Paese e sposando in questo le idee dell’ex governatore di Banca d’Italia, Antonio Fazio. “E’ stupefacente – ha notato Grillo - che il presunto campione del made in Italy, Luca di Montezemolo, permetta alla monopolista Sncf l’ingresso sul mercato italiano dell’Alta Velocità.
E’ il caso che il Parlamento illumini con un fascio di luce un’operazione di questo tipo: Sncf è una società monopolista interamente pubblica e che da sempre, con l’aiuto dello Stato francese, impedisce l’ingresso di soggetti stranieri sul mercato francese dei trasporti. Montezemolo permette a Sncf ciò che alle Ferrovie dello Stato italiano non è stato consentito in Francia. Probabilmente si è reso conto di non avere risorse sufficienti per affrontare un investimento così impegnativo”.
E allora, ha insistito Grillo, occorrerà una riflessione sull’esposto presentato da Ntv all’Antitrust al fine di ottenere l’utilizzo dei magazzini napoletani di manutenzione della linea Tav, di proprietà delle Ferrovie dello Stato (FS), malgrado avesse garantito in un primo momento, nell’originario piano industriale, di costruirne alcuni propri assumendo nuovo personale. Un esposto al quale era seguita l’apertura di una istruttoria da parte dell’Antitrust per verificare se FS e RFI avessero posto in essere azioni tali da costituire un abuso di posizione dominante nei mercati nazionali dell’accesso alle infrastrutture ferroviarie. Ovviamente per Montezemolo e soci non si tratta dell’accesso alle linee normali utilizzate dai comuni mortali o dai pendolari (con tariffe scontate e abbonamenti), linee fatiscenti e improduttive da lasciare al settore pubblico ma si tratta di accedere alle linee ad Alta Velocità che saranno necessariamente utilizzate da una clientela di elite e danarosa che, non potendo perdere tempo, non si abbasserà mai a viaggiare con il popolino.

 

 16/10/2008


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