Geopolitica

 

Intervista esclusiva per “Eurasia” di Igor Smirnoff, presidente della Transnistria rieletto alle consultazioni presidenziali del 10/12/2006.

 

 

 

1)      Signor Presidente, come mai la Comunità Internazionale non riconosce la sovranità sulla Transnistria della popolazione ivi residente, una popolazione che secondo il censimento del 2004 ammonta a 550.000 persone?

 

1)      Il riconoscimento non è stato possibile perché la Comunità Internazionale, in particolare Stati Uniti ed Unione Europea, hanno tentato e tentano di sottrarre all’influenza della Federazione Russa gli spazi che hanno un’importanza strategica. In particolare vorrei segnalare ai suoi lettori che in Transnistria convivono pacificamente diversi gruppi etnici (moldavi, ucraini e russi principalmente) la cui identità culturale è stata preservata anche nel periodo dell’Unione Sovietica e attualmente, negli ultimi 15 anni, grazie alla nostra ferma posizione di mantenere l’indipendenza. Un’indipendenza che noi vogliamo tuttavia sia resa legale. Rispetto all’Unione Sovietica, che pur ha rappresentato un sistema in cui le differenti minoranze erano preservate nelle loro caratteristiche, devo dire che dobbiamo fare una critica per quanto concerne i diritti umani. Sono fermamente convinto che la costruzione della società e dello Stato passi attraverso il rispetto dei diritti di ogni singola persona.

 

2)      Come pensa si possa arrivare a una posizione di reciproco rispetto con la Repubblica di Moldavia?

 

2)   Riguardo al mutuo rispetto tra Transnistria e Repubblica Moldava si tratta di una condizione che dobbiamo raggiungere. Per raggiungerla, però, dobbiamo certamente avere pari dignità e voglio ricordare che da parte nostra abbiamo sottoscritto anche un accordo con il Presidente Vladimir Voronin. Ma questo accordo, a causa della pressione degli Stati Uniti, non è stato rispettato da parte moldava; voglio ricordare che in quel periodo il governo di Chisinau ha ricevuto dalla Casa Bianca 45 milioni di dollari. Molto probabilmente questo processo di approfondimento del legame tra Washington e Chisinau si concretizzerà nel 2010, con l’inclusione della Moldavia nella NATO. E’ chiaramente necessario normalizzare le relazioni tra i due paesi e noi siamo pronti ma – ribadisco – nel rispetto della pari dignità.

 

3)      Quali possono essere in concreto i passi per una integrazione della Transnistria nell’ambito della Russia, come risultato del referendum del settembre scorso?

 

3)  Era evidente che il referendum ha sancito, per l’ennesima volta, la volontà del popolo per l’indipendenza, mentre le altre due opzioni intendevano chiarire il futuro strategico della Transnistria. Nel caso si fosse proiettata verso la Moldavia si sarebbe persa l’identità delle minoranze, nell’altro caso invece, in questi 14 anni non si sono avuti problemi tra i vari gruppi etnici e un legame privilegiato con la Russia permetterebbe di conservarla.

 

n.d.r. A fine intervista il Presidente, Igor Smirnov, ha voluto salutarci nelle tre lingue ufficialmente riconosciute in Transnistria, il russo, l’ucraino e il moldavo.

17/12/2006


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