INTERVISTE 2011

 

Il nucleare iraniano: IRNA intervista il Direttore Federico Dal Cortivo

 

 

http://www.irna.ir/News/30666138/%D8%A2%DA%98%D8%A7%D9%86%D8%B3-%D9%87%D8%B3%D8%AA%D9%87-%D8%A7%DB%8C-%D8%A8%DB%8C-%D8%B7%D8%B1%D9%81-%D8%A8%D8%A7%D8%B2%DB%8C-%D9%86%D9%85%DB%8C-%D9%83%D9%86%D8%AF/%D8%AE%D8%A7%D8%B1%D8%AC%D9%8A/  

Gentile Dott. Dal Cortivo

Mentre il regime sionista minaccia di bombardare i siti nucleari , Gli Stati Uniti si consulteranno nelle prossime settimane con Russia e Cina sul dossier Iran.

"Nessuna opzione è esclusa sull’Iran ma la via privilegiata resta la diplomazia per risolvere il nodo nucleare" ha detto il presidente Barak Obama.

''Tutte le opzioni devono restare sul tavolo'', contro l'Iran e il suo programma nucleare, ha detto ministro degli Esteri William Hague, Mentre da Mosca arriva l’accusa che vi sia una campagna orchestrata contro il programma nucleare di Teheran proprio per alimentare tensione ed imporre nuove sanzioni. Noi – dice il ministro degli esteri Lavrof- riteniamo invece esaurita questa via e continuiamo a credere alla soluzione diplomatica.

L’Iran accusa l'Aiea di essersi fatta strumento delle grandi potenze, che negano ai Paesi in via di sviluppo il diritto al nucleare pacifico. Respinge come infondato, di parte e ''politicamente motivato'' il rapporto dell'Agenzia sulla ''possibile'' dimensione militare del suo programma nucleare, e accusa il suo direttore generale, Yukyia Amano, di averne pregiudicato la credibilità. Infine, si dice pronto a continuare a collaborare con l'organismo Onu ma ribadisce che non arretrerà ''di un centimetro'

"Non abbiamo bisogno della bomba - ha detto il presidente Ahmadinejad - il popolo iraniano è intelligente, non si mette a costruire due bombe'' contro ''le 20 milà' dell'Occidente.

Lei cosa ne pensa?

 

Per quanto attiene al comportamento degli Stati Uniti in tutta questa vicenda , direi che ricalca un copione già visto con chi si è messo di traverso agli interessi della plutocrazia per eccellenza.
Si passa  dalle  minacce velate, alla campagna di stampa tesa a criminalizzare l'avversario, fino a giungere alle minacce vere e proprie in attesa del causus belli con cui scatenare un attacco militare.Ora Obama, che non è altro una pedina in mano alle potenti lobby che controllano la politica statunitense, in primis quella ebraica al Congresso, sa che coloro  che gli stanno dietro chiedono a gran voce l'opzione militare, per dirla in termini militari la definiremo " Opzione Osirak",nome del reattore nucleare francese distrutto in Iraq nel 1981 da un attacco dell'aviazione israeliana. Prima però si deve eliminare l'ostacolo costituto da Russia e Cina, che hanno forti interessi geopolitici ed economici con l'Iran ,mentre Washington ha aumentato  le pressioni sull' AIEA. sulla cui imparzialità nutro forti dubbi, al fine di provare che l'Iran non rispetta le convenzioni internazionali, la cosa assomiglia tanto alle inesistenti Armi Distruttive di Massa  di Saddam. La reazione di Mosca che denuncia " una campagna orchestrata" con Teheran è la conferma che siamo di fronte ancora una volta all'ennesimo atto di forza per colpire chi pacificamente vorrebbe dotarsi di centrali nucleari per il proprio sviluppo, senza che vi sia uno straccio di prova che l'Iran stia costruendo un bomba atomica,che hai fini militari sarebbe ben poca cosa contro le oltre 200 presenti nell'arsenale israeliano. Per quanto riguarda Israele , non ha mai rinunciato ad elaborare piani offensivi contro l'Iran,la Hel Avir si è preparata ad un possibile strike contro i siti nucleari civili israeliani ,mentre fonti riservate del Pentagono hanno rivelato in questi giorni ,che il pericolo di un attacco israeliano non è da escludere ,mediante l'uso di missili balistici basati a terra  e io aggiungerei anche quelli da crociera imbarcati sui sottomarini classe Dolphin.C'è da sperare  che Russia e Cina restino ferme sulle loro posizioni,anche perchè è nel loro diretto interesse evitare un escalation militare nel Vicino Oriente e proprio da Pechino e Mosca giunge la richiesta di azioni diplomatiche per risolvere la questione.
Federico Dal Cortivo

07/12/2011


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