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INTERVISTE 2011
Il nucleare iraniano: IRNA intervista il Direttore Federico Dal Cortivo

Gentile Dott. Dal Cortivo
Mentre il regime sionista minaccia di bombardare i siti nucleari , Gli Stati Uniti si consulteranno nelle prossime settimane con Russia e Cina sul dossier Iran.
"Nessuna opzione è esclusa sull’Iran ma la via privilegiata resta la diplomazia per risolvere il nodo nucleare" ha detto il presidente Barak Obama.
''Tutte le opzioni devono restare sul tavolo'', contro l'Iran e il suo programma nucleare, ha detto ministro degli Esteri William Hague, Mentre da Mosca arriva l’accusa che vi sia una campagna orchestrata contro il programma nucleare di Teheran proprio per alimentare tensione ed imporre nuove sanzioni. Noi – dice il ministro degli esteri Lavrof- riteniamo invece esaurita questa via e continuiamo a credere alla soluzione diplomatica.
L’Iran accusa l'Aiea di essersi fatta strumento delle grandi potenze, che negano ai Paesi in via di sviluppo il diritto al nucleare pacifico. Respinge come infondato, di parte e ''politicamente motivato'' il rapporto dell'Agenzia sulla ''possibile'' dimensione militare del suo programma nucleare, e accusa il suo direttore generale, Yukyia Amano, di averne pregiudicato la credibilità. Infine, si dice pronto a continuare a collaborare con l'organismo Onu ma ribadisce che non arretrerà ''di un centimetro'
"Non abbiamo bisogno della bomba - ha detto il presidente Ahmadinejad - il popolo iraniano è intelligente, non si mette a costruire due bombe'' contro ''le 20 milà' dell'Occidente.
Lei cosa ne pensa?
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Per quanto attiene al comportamento degli Stati
Uniti in tutta questa vicenda , direi che ricalca un copione già visto con chi
si è messo di traverso agli interessi della plutocrazia per eccellenza.
Si passa dalle minacce velate, alla campagna di stampa tesa a
criminalizzare l'avversario, fino a giungere alle minacce vere e proprie in
attesa del causus belli con cui scatenare un attacco militare.Ora Obama, che non
è altro una pedina in mano alle potenti lobby che controllano la politica
statunitense, in primis quella ebraica al Congresso, sa che coloro che gli
stanno dietro chiedono a gran voce l'opzione militare, per dirla in termini
militari la definiremo " Opzione Osirak",nome del reattore nucleare francese
distrutto in Iraq nel 1981 da un attacco dell'aviazione israeliana. Prima però
si deve eliminare l'ostacolo costituto da Russia e Cina, che hanno forti
interessi geopolitici ed economici con l'Iran ,mentre Washington ha aumentato
le pressioni sull' AIEA. sulla cui imparzialità nutro forti dubbi, al fine di
provare che l'Iran non rispetta le convenzioni internazionali, la cosa
assomiglia tanto alle inesistenti Armi Distruttive di Massa di Saddam. La
reazione di Mosca che denuncia " una campagna orchestrata" con Teheran è la
conferma che siamo di fronte ancora una volta all'ennesimo atto di forza per
colpire chi pacificamente vorrebbe dotarsi di centrali nucleari per il proprio
sviluppo, senza che vi sia uno straccio di prova che l'Iran stia costruendo un
bomba atomica,che hai fini militari sarebbe ben poca cosa contro le oltre 200
presenti nell'arsenale israeliano. Per quanto riguarda Israele , non ha mai
rinunciato ad elaborare piani offensivi contro l'Iran,la Hel Avir si è preparata
ad un possibile strike contro i siti nucleari civili israeliani ,mentre fonti
riservate del Pentagono hanno rivelato in questi giorni ,che il pericolo di un
attacco israeliano non è da escludere ,mediante l'uso di missili balistici
basati a terra e io aggiungerei anche quelli da crociera imbarcati sui
sottomarini classe Dolphin.C'è da sperare che Russia e Cina restino ferme
sulle loro posizioni,anche perchè è nel loro diretto interesse evitare un
escalation militare nel Vicino Oriente e proprio da Pechino e Mosca giunge la
richiesta di azioni diplomatiche per risolvere la questione.
Federico Dal Cortivo
07/12/2011