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INTERVISTE 2011
IRAN - Le sanzioni: IRNA intervista il Direttore Federico Dal Cortivo

Gentile Dott. Dal Cortivo
È giusto secondo lei, che l’Italia segua le politiche guerrafondaia degli Stati Uniti a discapito dei suoi propri interessi
nei confronti dell’Iran in una situazione di stallo se non addirittura di recessione economica, lasciando il posto alle imprese asiatiche e Russe dopo tanti sforzi per guadagnarsi un mercato fiorente che da lavoro anche a migliaia di persone in Italia?Quanto alle sanzioni, gli imprenditori italiani presenti sul territorio Iraniano si preoccupano per il futuro delle loro imprese e affari, perché non possono più firmare alcun contratto con controparte Iraniano e vedono sgretolarsi anni di lavoro in quel paese in mano ai Cinesi, Indiani e Russe.
Secondo il ministro Terzi, bisogna, "accrescere la pressione sull'economia iraniana anche se l' impatto delle sanzioni sulla nostra economia è un aspetto fondamentale, più le pressioni si accrescono, più la nostra attenzione ed i nostri scrupoli sono evidenti "
Questo mentre l’interscambio commerciale tra i due paesi nel 2010, è arrivato a 7 miliardi di Euro e ora trovare un equilibrio tra politica ed interessi economici non sarà facile ed è un problema per una diplomazia matura che intende superare la diplomazia del ridere e scherzare.
Lei cosa ne pensa …
Cordiali Saluti
Ufficio IRNA a Roma
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Premessa necessaria: L'Italia dal 1945, non ha mai
avuto sovranità nazionale di fatto come dimostrano le oltre 100 installazioni
militari Usa sul proprio suolo, ed è occupata militarmente oltre che
culturalmente ed economicamente.
Pertanto salvo rari casi passati con Enrico Mattei Presidente dell'Agip,
che voi iraniani conoscete bene e con il Presidente del Consiglio Bettino Craxi,
in cui ci fu un tentativo di creare i presupposti per una politica economica
nazionale, pagata a caro prezzo dai due uomini, per il resto tutta la classe
politica è totalmente asservita agli interessi statunitensi e aggiungerei
israeliani. Quello che accade oggi ne è solo la logica conseguenza.
L'Agip che vanta una lunghissima tradizione di investimenti e collaborazione con
l'Iran è stata costretta di recente e rivedere i suoi interessi, che poi
sono quelli italiani, in Iran proprio su pressioni d'Israele e degli Stati
Uniti. Certamente il ritiro e il blocco dell'attività delle nostre aziende oltre
a causare un danno alla nostra economia, darà sempre maggior spazio a Russi e
Cinesi, già presenti in forze sul suolo iraniano. L'Iran è grande esportatore di
gas e petrolio, lasciare ad altri la possibilità di investire non potrà
che avere gravi ripercussioni per noi nel medio e lungo periodo.
Gli imprenditori si preoccupano e fanno bene, ma
purtroppo in Italia non vi sono segnali di rivolta verso chi sta distruggendo
quel poco di autonomia che avevamo, la gente sembra anestetizzata e incapace ci
valutare quello che sta realmente accadendo e i media embedded hanno il compito
di celare la realtà.
L'interscambio tra Italia è Iran è sempre stato buono e potrebbe essere anche
migliore aggiungo io,ma si ritorna al punto di partenza,senza libertà e piena
sovranità non vi è futuro. L'Italia proiettata nel Mediterraneo avrebbe tutte le
carte in regola per essere partner commerciale privilegiato di tutta la Regione
del Vicino Oriente, dove inglesi, statunitensi e ora anche francesi, a ragione,
sono disprezzati.
Al neo governo-tecnico di Monti & Co, imposto dal potere bancario anglosassone,
poco importa delle ricadute negative, l'importante per loro è cercare di salvare
l'euro, la Bce, le banche franco tedesche, indebitare l'Italia con il FMI ed
eseguire il "volere di Washington". Il neo ministro Terzi è considerato persona
gradita dall'amministrazione Usa e dal governo israeliano, la cosa si commenta
da sola, un perfetto "cameriere", come del resto Monti. Il richiamo a Roma del
nostro ambasciatore dopo l'assalto alla sede britannica è solo una
ridicola sceneggiata tesa a fare credere che politicamente si abbia una linea
indipendente e precisa, in realtà la nostra sede non ha mai corso alcun rischio
a Teheran, essendo la cosiddetta politica estera italiana inesistente e quindi
ininfluente su quello che sta accadendo.
Terzi durante il suo mandato, che spero sia breve, si limiterà come uno studente, a fare i compiti che gli hanno assegnato, egli non conta praticamente nulla sulla scena internazionale, una pedina in mani altrui senza dignità nazionale, senza senso della Stato, che gli italiani pagheranno a caro pezzo.
07/12/2011