|
|
INTERVISTE 2011
IRAN - Drone USA : IRNA intervista il Direttore Federico Dal Cortivo

Gentile Dott. Dal Cortivo,
dopo la cattura del drone spia Americano nel territorio Iraniano (4 dicembre scorso), le autorità degli Stati Uniti esigono la restituzione, ma gli iraniani hanno dichiarato che il drone é ormai di "proprietà della Repubblica islamica.
“Sembra che Obama ha dimenticato che lo spazio aereo iraniano è stato violato e che era in corso un operazione di spionaggio” ha dichiarato il porta voce del ministero degli affari esteri iraniano.
“Il loro drone ha violato il nostro spazio aereo – ha detto Ministro della difesa Iraniano Ahmad Vahidi - e ora invece di presentare le loro scuse, in modo sfrontato, ne chiedono la restituzione".
“Riguardo al drone in Iran – ha dichiarato il presidente Barack Obama - non farò commenti su questioni di intelligence che sono riservate. Come ho già detto, abbiamo chiesto la sua restituzione”. Hillary Clinton ha precisato che Washington aveva trasmesso “una richiesta formale” a Teheran.
Gli esperti iraniani stanno ora decrittando i codici, e la prossima tappa sar à costruirne uno uguale. Lo ha detto il deputato iraniano Parviz Sorouri, del Comitato parlamentare per la sicurezza nazionale. Gli ingegneri iraniani, ha sottolineato, proveranno di avere le capacità di produrre autonomamente in serie velivoli di qualit à ancora piu' alta in un prossimo futuro, senza aiuto da Russia e Cina.
Lei cosa ne pensa?
Ufficio IRNA a Roma
![]()
La perdita di questo drone, il Sentinel
RQ-170 è stata paragonata da qualche esperto e analista Usa, a quella che nel
lontano 1960 riguardò l’aereo U2 sull'Unione Sovietica e la cattura del pilota
Powers, poi rilasciato con uno scambio di spie. Vi è stata una palese violazione
dello spazio aereo iraniano in questo caso, e il governo degli Stati Uniti
dovrebbe quantomeno giustificare quanto accaduto e scusarsi,ma sappiamo bene che
non lo farà, sarebbe come ammettere che da anni l'Iran è spiato da velivoli
senza pilota e che è in corso una guerra strisciante vero la Repubblica
Islamica.
Il Pentagono e la Cia è dal 2005 che fanno sorvolare l’Iran dai droni e di recente il governo iraniano ha deciso si acquistare dalla Russia i sistemi di scoperta radar passivi Avtobaza 222IL, non soggetti ad embargo e in grado di scoprire anche velivoli con capacità stealt (invisibilità ai radar) come il Sentinel.
Una delle ipotesi in circolazione, riportate da siti specialistici statunitensi, è che si sia trattato di un attacco cibernetico, forse con l’aiuto della Cina,in grado di mettere un malware all’interno dell’avionica del RQ-170, partendo magari dal territorio stesso statunitense.
Certo è che non sapremo mai la dinamica esatta dei fatti che sono coperti da segreto militare da ambo le parti e ogni ipotesi resta valida.
Ricognizioni in condizioni di pressoché totale
sicurezza, il condizionale è d’obbligo perché proprio la cattura del sofistico
Sentinel ha dimostrato che l’Iran è in grado ora di difendere il suo spazio
aereo .
Teheran può sfruttare il successo ottenuto anche ai fini d’ immagine, anche
perché dietro vi sarà sicuramente l’appoggio di Mosca e Pechino, il Sentinel
potrebbe rivelarsi una fonte di preziose informazioni per gli esperti militari
delle nazioni euroasiatiche.
Sappiamo che la tecnologia presente sui vari modelli di droni statunitensi rappresenta l’eccellenza in campo militare, tanto che qualcuno al Pentagono ipotizza da qualche tempo che la guerra del domani possa essere condotta da questi velivoli senza pilota, che in alcune versioni sono anche armati con missili e in grado di colpire obiettivi anche a notevole distanza dalle basi, come il Predator con i suoi missili Hellfire, e da quote elevate. Essi sono guidati da basi dell’Us Air Forces situate negli Stati Uniti, Nevada, California, ma potrebbero essere ovunque .
Il vantaggio principale è l’assenza del fattore umano che implica la stanchezza , lo stress e i limiti fisiologici dovuti alle prestazioni aeronautiche dei droni,nonché le eventuali perdite e il sicuro impatto negativo sull’opinione pubblica. Di contro la totale automatizzazione pone a questa piattaforma militare i limiti che tutte le macchine hanno: l’incapacità di decidere in modo flessibile a situazioni nuove che dovessero presentarsi e che solo la mente umana è in grado di gestire.
22/12/2011