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INTERVISTE 2012
Embargo petrolifero UE all'Iran: IRNA intervista il Direttore Federico Dal Cortivo

http://www.irna.ir/News/30788661/تهران-با-قاطعیت-برنامه-هسته-ای-صلح-آمیز-خود-را-به-جلو-می-برد/خارجي/
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Gentile Dal Cortivo
È logico, secondo lei, l’embargo petrolifero dell’Ue contro l’Iran. Senza pensare alle gravi conseguenze che avrà per l’europa, specialmente per l’Italia,
L’Iran ha sempre sostenuto e ribadito che il suo programma nucleare è pacifico, collaborando con l’Aiea nel quadro dei suoi impegi e ha sempre cercato di rendere trasparente il suo programma, ma l’Ue segue in modo illogico la politica Statunitense e cerca di distogliere l’attenzione dai suoi problemi economici e sociali deviando l’attenzione l’opinione pubblica sugli irreali scenari.
Il popolo iraniano ha sempre dimostrato che non accetterà alcuna forma di oppressione e di ingiustizia da alcuno o da alcuna potenza e non rinuncera al suo legittimo diritto.
Lei cosa ne pensa ...
Cordiali Saluti
Ufficio IRNA a Roma
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Come ho più volte ribadito il programma nucleare dell'Iran è pacifico, a questo basterebbero le innumerevoli visite compiute dall'AIEA nei siti atomici e la totale apertura del governo di Teheran ad ogni sforzo affinchè la Regione del Vicino Oriente venga considerata denuclearizzata, sforzi che però sono continuamente rigettati dall'Occidente a guida Us-Israel (l'Europa fa solo da appendice), che vorrebbero a tutti i costo trovare quello che non esiste, le armi nucleari, che sono ben presenti e in gran numero nell'arsenale dello Stato Sionista.
L'Europa,che dopo la Seconda Guerra Mondiale ha perso la sua autonoma politica,
è costretta a seguire le linee imposte da Washington che pretende un embargo
sempre più stringente attorno all'Iran.
Quello petrolifero già comportava il divieto per gli aerei di linea che fanno scalo a Teheran di non effettuare il rifornimento di carburante, e come nel caso della nostra compagnia petrolifera Eni aveva già avuto il negativo effetto di far quasi cessare le attività petrolifere, ma ora lo si vorrebbe più pesante, i nuovi contratti di imprese europee non verranno firmati e quelli in essere saranno rescissi antro luglio 2012.
Chi verrebbe colpito maggiormente saranno l'Italia,la Grecia e la Spagna, guarda caso già in gravi difficoltà economiche causate dalla speculazione finanziaria anglosassone, che dovranno per forza di cose rivolgersi verso altri produttori del Golfo.
L'Eni che ha una lunga tradizione di collaborazione fin dai tempi di Enrico
Mattei sarà tra le compagnie europee quella maggiormente danneggiata (l'attività
era concentrata nell'offshore del Golfo Persico e nell'onshore e riguardano
l'esplorazione e la produzione di idrocarburi e ingegneria e costruzioni), come
se non fossero bastati i danni subiti in Libia.
Le conseguenze per l'Italia? Oltre alla sempre minor autonomia in campo
energetico, c'è da sottolineare quanto dichiarato in questi giorni da
FederPetroli, che ha espresso tutta sua preoccupazione e per bocca del suo
presidente Michele Marsiglia afferma di non condividere la scelta EU, perchè il
greggio iraniano è di alta qualità e l'Iran è un importante fornitore per
l'Italia.
Sempre per Marsiglia vi sarà inevitabilmente la corsa alla diversificazione dei fornitore verso quelli a pronti (spot), poi bisognerà adattare gli impianti di raffinazione per i greggi similari e ancora FedrPetroli parla di aumento del prezzo del petrolio, che si riverserà come sempre sui cittadini.
I danni per tutta l'economia italiana vi saranno e non trascurabili, essa
dipende in gran parte dagli idrocarburi, si pensi che in Italia l'80% del
trasporto delle merci è fatto ancora su gomma, e le centrali sono termo
elettriche.
Per quanto riguarda la determinazione dell'Iran nel voler proseguire con
determinazione il suo programma nucleare pacifico, ha tutta la mia ammirazione,
è giusto che uno Stato libero, e sottolineo libero, possa decidere che fare o
non fare per accrescere il benessere e la prosperità del proprio popolo, che non
può certamente essere demandata ad altri.
Federico Dal
Cortivo
26/03/2012