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Tribuna 2010
Roma: salotti, appalti e buche
Circa un anno fa la giunta Alemanno annunciava di affrontare
decisamente e drasticamente alcuni degli annosi problemi della
Capitale ma, ormai nel terzo anno di amministrazione, tali questioni
appaiono ancora lungi dall’essere risolte. Infatti la messa in opera
del “piano nomadi”, tornato di attualità in questi giorni come
sempre solo quando si verificano avvenimenti nefasti, comportando un
semplice spostamento dell’ubicazione degli insediamenti “rom”, è un
provvedimento tardivo e non intacca alle radici la questione. Ma del
resto anche il fallimento del “piano traffico” ha mostrato tutta
l’inadeguatezza e l’incompetenza dei vari Assessori e altri
responsabili in materia, registrandosi, anzi, un peggioramento della
viabilità cittadina, aggravata dalle immancabili buche (che sarebbe
più opportuno definire voragini) e delle pavimentazioni stradali
disastrate di cui Roma mantiene il triste primato. Dopo la revoca
del maxi-appalto affidato al Gruppo Romeo dalla precedente giunta
Veltroni, per la manutenzione degli oltre 800 chilometri delle 599
strade della “Grande Viabilità” della Capitale, si è provveduto a
nuove gare e nuovi affidamenti, forse più inclini agli orientamenti
politici dell’amministrazione attuale, ma il risultato è sempre lo
stesso. Accade quindi che dove il manto stradale è stato appena
rifatto (male, ovviamente, e lasciando i chiusini dei sottoservizi
più bassi di almeno 10 cm) la pavimentazione medesima mostra le sue
crepe il giorno dopo oppure cede inesorabilmente a causa di qualche
infiltrazione, come accaduto qualche mese fa sulla Via Olimpica
oppure a fine agosto in piazzale Dunant all’angolo con la medesima
(foto a fianco), sotto gli attenti sguardi dei Vigili Urbani. Gli
utenti delle strade capitoline lo sanno bene, specie quelli a due
ruote che rischiano l’osso del collo ogni giorno. Ma in generale
tutti i cittadini romani sono stanchi di tali incompetenze,
immobilismi, sperpero di denaro della comunità, che rivelano la non
attitudine a gestire la cosa pubblica da parte della presente giunta
capitolina, premurata di mettere al primo posto le questioni
salottiere, cerimoniali e di facciata, e di “sistemare” familiari,
amici e amici degli amici, secondo una consuetudine clientelare di
demo-comunista memoria, a suo tempo aspramente demonizzata e
condannata dagli attuali Sindaco e Assessori. “Cambiare tutto
affinché nulla cambi” diceva un noto personaggio di un certo
Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Roberto Bevilacqua
10/09/2010