LIBRI 2009

 

Recensione Libraria

 

ROBERTO FARINACCI - "LA CHIESA E GLI EBREI"

di Dagoberto Husayn Bellucci

Pubblicato nel 1987 per le edizioni "Sentinella d'Italia" il volume "La
Chiesa e gli ebrei" di Farinacci costituisce un documento storico di assoluto
valore ed una oggettiva ricognizione d'analisi sulla questione ebraica oltre a
rappresentare un indiscutibile lascito che il capo del fascismo cremonese,
peraltro tra i pochi gerarchi ad occuparsi della questione 'maledetta'
sostenendo le iniziative di Giovanni Preziosi e della sua "Vita Italiana",
indirizzerà all'inaugurazione annuale dell'Istituto di Cultura Fascista in data
7 novembre 1939. Il volume difatti ripropone i passi salienti della conferenza
tenuta da Farinacci (Isernia 16.10.1892/ Vimercate 28.04.1945) in quella
occasione.

Trattasi di un approfondito intervento del più convinto assertore
dell'alleanza con la Germania nazionalsocialista, lui duro e puro della prima
ora del movimento fascista, segretario del PNF a metà degli anni Venti (tra il
febbraio 25 e il marzo 26) e tra l'altro fondatore del periodico "Cremona
Nuova" (1922) poi trasformatosi ne "Il Regime Fascista" (1929) nel quale
sovente saranno esposte tesi anti-ebraiche ed anti-massoniche (peraltro con
molta probabilità lo stesso Farinacci fu membro del Grande Oriente d'Italia di
Palazzo Giustiniani).

Il volume pubblicato da Sentinella d'Italia si apre con una breve
ricostruzione di Antonio Guerin che ricorda gli ultimi istanti di vita del capo
del fascismo cremonese e con un'introduzione curata da Giovanni Marden dal
titolo "Gli ebrei: vittime e carnefici" nel quale si sostiene che "anche
l'antisemitismo è stato ed è funzionale ad un sistema che ha creato un mondo
assolutamente mostruoso e disumano in cui gli ebrei sono riusciti a svolgere,
contemporaneamente, la parte della vittima e quella del carnefice".
Il sistema politico della democrazia e dell'antifascismo edificato in Italia
all'indomani della seconda guerra mondiale e del conflitto civile che divise
gli italiani in "buoni" (ovviamente i vincitori 'partizan-resistenziali' di
ogni risma, ideologia e colore politico, sostenuti dagli americani e dalla
plutocrazia mondiale e responsabili per 45 anni del ladrocinio di Stato alias
"Tangentopoli" peraltro mai terminato nè terminabile considerando che i nuovi
arrivati sono gli stessi di ieri riciclatisi sotto altre 'sigle'
partitocratiche) e "cattivi" (come sempre gli sconfitti, i vinti, rei di ogni
nefandezza secondo la storiografia imperante e dominante creata ad arte dai
vincitori).

I cosiddetti tentativi 'revisionistici' di ridare un diritto di parola e di
'cittadinanza' a coloro che militarono nella RSI - 'percepita' sempre come una
"parte sbagliata", un "errore" e soprattutto un marchio d'infamia - attuati
anche recentemente dalle principali cariche dello Stato non devono
assolutamente farci dimenticare chi siamo, da dove veniamo e soprattutto quali
sono stati i percorsi esistenziali - vite 'bruciate' - di migliaia, centinaia
di migliaia, di ex volontari, soldati ed ufficiali, combattenti della
Repubblica del Nord, fedeli ad un'idea di Patria che i vincitori hanno
calpestato prima e cancellato poi in nome della democrazia e della sudditanza
ai nuovi padroni a stelle e strisce che, a distanza di sessantaquattro anni,
continuano a mantenere le loro basi militari - indisturbati come ieri - sul
nostro territorio nazionale, pretendendo uomini e mezzi per le loro guerre
imperialiste in Iraq e Afghanistan e sottoponendo il paese ad una sovranità
limitata intollerabile a distanza di oltre mezzo secolo dagli avvenimenti
bellici del secondo conflitto mondiale.

A lorsignori del potere (bianco, rosso, rosa, azzurro e di qualsivoglia altro
colore 'politico' dominante) opponiamo una volta di più il nostro "me ne frego"
certi di avere dalla nostra una storia ed un'identità che, piaccia o meno,
appartiene anche alle vicende ed alle caratteristiche di italiani che fecero
grande la Patria quella con la 'P' maiuscola.

Scrive Giovanni Marden parlando del vittimismo ebraico: "Sono troppo poco
ebreo per essere antisemita. Può sembrare un paradosso ma non lo è: già Otto
Weininger, ebreo anch'egli, aveva scritto in "Sesso e carattere" (...da
'rileggere' assolutamente...ndr) che l'antisemita odia nell'ebreo la parte
peggiore di se stesso. Il ragionamento si può applicare anche al vecchio
antisemitismo cristiano: è o non il cristianesimo una setta eretica
dell'ebraismo? Non vi è dubbio che lo sia e sin dall'inizio non fece che
scagliarsi con estrema violenza, non solo verbale, contro il tronco da cui era
sorta. Lo stesso Gesù disse agli ebrei: "Voi avete per padre il diavolo e
volete soddisfare i desideri del padre vostro; egli fu omicida fin dal
principio e non perseverò nella verità perchè in lui non c'era verità; quando
mentisce parla di quel che gli è proprio , perchè è bugiardo e padre della
menzogna.".

Ora se da un lato l'antigiudaismo cattolico - al quale peraltro sovente
abbiamo fatto riferimento - è stato tra i principali insegnamenti dottrinari
della nostra formazione dobbiamo sottolineare che non sia affatto vero quanto
afferma il Weininger sul concetto di "antisemita" relativo a soggetti
'antropologicamente' 'contorti', e dell' "antisemitismo" come 'specchio' di un
"io" disturbato alla 'cerca' di psicologiche 'affermazioni' esteriori ossia di
riversare sull'ebreo, l'ebraismo o tutto quanto appartenga alla religione/razza
israelitica determinati comportamenti e/o vere e proprie 'turbe' psico-
sociali.

Intanto vi è da considerare che già Sartre aveva definito l'antisemitismo
come "il socialismo degli imbecilli"...ora puntualizziamo: non siamo 'nemici
dei giudei' in quanto affetti da chissà quali 'tare' (...probabilmente talune
qua e là ci saranno 'pure'...mai 'pensato' di essere "normali"...nè ci
'teniamo' troppo a dimostrarlo...) nè per "mancanze" (...non 'esiste'...). E
non "odiamo" gli ebrei in quanto il sentimento dell'odio è pur sempre una
condizione - come l'amore del resto - transitoria. Sarebbe un imperdonabile
'mancanza' di lucido realismo e di perseveranza oltre a rappresentare
un'insufficiente motivazione di tipo psico-analitico.

L'ebreo è per noi il "nemico dell'uomo" in quanto rappresenta il principale
vettore di dissoluzione , sovversione e disintegrazione delle società
tradizionali. L'ebraismo religione uno strumento utilizzato secolarmente da una
casta fanatica per odiare il genere umano non ebraico. Il giudaismo razziale
un'invenzione utile e millenaria che è servita a dividere il popolo d'"Israele"
rispetto al resto dell'umanità. Il sionismo il germe ultimo di un parossistico
concetto fondamentalista per sottomettere l'umanità ai diktat di una minoranza
accettata dalla follia di una pretesa/presunta - sempre riconfermata e ribadita
dagli esponenti della Sinagoga - "superiorità ebraica". Infine va ricordata
l'attitudine vendicativa, fuoriosamente rabbiosa e cieca, delle masse ebraiche
di prendersi rivincita del resto dei popoli della terra considerati
tradizionalmente dagli ambienti "kippizzati" al pari di "animali da soma",
"bestie", "sterco" ecc ecc.

"Gli ebrei ortodossi , peraltro, non facevano nulla per rendersi simpatici ai
cristiani - prosegue nella sua introduzione il Marden - e ricambiavano
cordialmente l'antipatia, come si evince dalla lettura della preghiera "Shmone-
Esrè": "Gli apostati non avranno scampo e l'impero dell'orgoglio sarà
rapidamente sradicato. I Nazareni e i Minim (=i pagani) periranno in un istante
, saranno cancellati dal libro della vita e non saranno annoverati tra i
giusti. Sia benedetto l'Eterno che umilia gli orgogliosi." Quando la setta
degli eretici divenne religione universale allora furono gli ebrei a far la
parte degli eretici e santi, papi, sacerdoti e semplici devoti si diedero un
bel da fare a perseguitare la stirpe d'Abramo che, oltre al difetto di non
volersi convertire, portava sulle spalle la non indifferente accusa di
deicidio."

Va sottolineato come la 'reazione' della Chiesa cattolica 'procederà'
semplicemente, ma 'efficacemente' - almeno fino ad un periodo compreso entro il
XVIIImo secolo - , all'espulsione dell'elemento ebraico dal consorzio civile,
dalla società, dalle istituzioni delle nazioni cristiane allo stesso identico
modo in cui - dall'altra sponda del Mediterraneo - i musulmani procederanno a
ridurre i giudei in istato di "sottomissione" riservato dalla religione
islamica ai "dhimmi" (tra i quali figurano pure gli stessi cristiani e tutti i
fedeli monoteisti).

Trattasi di 'legittima difesa', di re-azione ad un'azione contraria di
sovvertimento e disintegrazione operata dagli ambienti giudaici fin dall'inizio
dell'evangelizzazione cristiana che, come si vedrà, sarà caratterizzata da una
spietata lotta alle eresie (fomentate e create ad arte da soggetti spesso di
razza ebraica). Pretendere di lasciare 'campo libero' e donare 'disco verde'
all'azione negativa del Giudaismo sarebbe come riconoscere all'Ebreo il diritto
di sottomettere, sterminare e cancellare dalla faccia della terra ogni elemento
non ebraico vivente...il che , 'francamente' , ci sembra piuttosto
'demenziale'.

Non sottoscriviamo le dichiarazioni fondamentalmente anti-ecclesiastiche del
Marden in merito a presunte colpe dei vertici cattolici del passato casomai ,
al contrario, sottolineiamo la 'direzione' discendente - modernista e filo-
giudaica - assunta dalle attuali autorità vaticane che, a partire dal Concilio
Vaticano II.o , hanno aperto le porte della Chiesa cattolica a ebrei e
ebraicizzanti di ogni risma sprofondando l'istituzione vaticana in un ruolo
subalterno ai poteri temporali sovranazionali e eliminandone l'influenza dal
consorzio civile...la Chiesa di Roma sopravvive a se stessa nel vano tentativo
di 'salvare un salvabile' di forme e tradizioni divenute estranee - spesso e
volentieri - agli stessi fedeli cattolici. Indiscutibilmente , nella società
rovesciata di massa, si è perso il 'senso' , la 'direzione' e l'utilità di
ritualità canoniche avvertite come "orpelli" di un passato peraltro "noioso" e
"oscuro" (....esiste una letteratura 'demonizzante' l'Inquisizione e l'epoca
medioevale che da decenni 'insiste' nel colpire ripetutamente il Vaticano...).

In questa 'discesa' senza fine, un baratro di valori e di idee, il Giudaismo
trionfante si erge ponendosi quale "fonte" di "verità" (....del 'resto'
l'abbiamo scritto da sempre...società rovesciate della contemporaneità
modernista...) e , attraverso la vulgata 'sterminazionista' olocaustica,
utilizzando il tradizionale vittimismo ebraico induce l'umanità intera -
specialmente quella europea ed occidentale - a sottomettersi alle proprie
'forche caudine' , alla lex judaica, che destabilizza le nazioni, dirige i
governi, comanda ed ordina, detta le sue condizioni agli Stati ed alle entità
sovranazionali ....

Già ma queste cose è sempre meglio non 'dirle'....altrimenti si prende
dell'"antisemita"...ora poi che il preteso "sterminio" di sei milioni di
soggetti di razza/religione israelitica durante l'ultimo conflitto mondiale
alias Olocausto è stato 'equiparato' "ufficialmente" dal Papa Benedetto XVImo
ad una 'bestemmia' contro Dio (...la 'canonizzazione' del 'nulla'...o per
essere esatti la menzogna elevata a dogma insindacabile...) ci attendiamo lo
"sterminio" dei 'negazionisti' anche per "blasfemia".

Torniamo a Farinacci il quale, in occasione della conferenza presso
l'Istituto di Cultura Fascista, sarà esemplarmente chiaro in merito alla
questione 'maledetta': "Gli ebrei in Italia - quando dico ebrei intendo parlare
della moltitudine e trascurare le eccezioni - non presero mai posizione decisa
contro l'Internazionale ebraica. Non solo, ma inviarono i loro rappresentanti a
Ginevra, sede del Parlamento internazionale ebraico. Non solo, ma si stampò e
si disse più volte dagli stessi giudei che essi rappresentando una razza
diversa dalla nostra, inconfondibile ed inassimilabile, e che essi non
riconoscevano nessun principio di nazionalità fuori del loro, ed essi lo
esaltarono, questo principio, con la campagna a favore del sionismo. Per gli
ebrei noi non eravamo che dei Goim, degli spregevoli esseri zoologici. La
conquista dell'Impero ci ha imposto di affrontare subito il problema
dell'integrità della nostra razza. E giacchè la questione doveva essere
affrontata, la soluzione non poteva essere che totalitaria. Ed abbiamo
accettato in pieno la tesi degli ebrei, che noi siamo diversi da loro e che
"come l'olio non si mescola con l'acqua, così Israele non si mescola con gli
altri popoli". E allora, perchè oggi gli ebrei si lamentano ed i giudei onorari
si conturbano? Non ci occuperemmo più di loro se non ci avesse sorpreso
l'atteggiamento della Chiesa ufficiale che è in antitesi stridente con tutta la
storia del cattolicesimo. Noi cattolici fascisti consideriamo il problema
ebraico un problema strettamente politico e non religioso, e in materia
politica ognuno ha e difende le sue idee. Ma diciamo a conforto della nostra
anima che se, come cattolici, siamo divenuti antisemiti , lo dobbiamo agli
insegnamenti che ci provengono dalla Chiesa attraverso venti secoli."

Indiscutibilmente Farinacci ha pienamente ragione nell'affermare che saranno
gli insegnamenti secolari della Chiesa di Roma a dare il disco verde all'azione
di reazione anti-ebraica condotta contro gli ambienti sionisti italiani dal
Fascismo con la proclamazione e l'instaurazione delle cosiddette "leggi
razziali" e ricorda legittimamente le parole con le quali il Duce, analizzando
la rivoluzione giudeo-bolscevica del 17 (il Golpe ebraico di Lenin), scriverà
su "Il Popolo d'Italia" : "Chi possiede le casseforti dei popoli dirige la loro
politica. Dietro i fantocci di Parigi, sono i Rothschild, i Warburg, gli
Schiff, i Guggenheim, i quali hanno lo stesso sangue dei dominatori di
Pietrogrado e di Budapest. La razza non tradisce la razza.".

Questione razziale, questione di sangue e affinità di sangue. Ma anche di
potenza dell'oro, di plutocrazia, della metafisica/metastorica guerra tra forze
della Tradizione e della Sovversione incarnatesi dall'una e dall'altra parte
della barricata nei Fascismi europei, nelle Rivoluzioni Nazionali degli anni
Venti e Trenta che costituirono i motori-ideologici della rinascita dei popoli
europei e - di contro, all'opposto - nelle demoplutocrazie occidentali , nel
giudeo-bolscevismo e nelle forze anti-tradizionali eterodirette
dall'Internazionale Ebraica.

"Il bolscevismo - aveva scritto Mussolini - è difeso dalla plutocrazia
internazionale. Questa è la verità sostanziale. La plutocrazia internazionale
dominata e controllata dagli ebrei, ha un suo interesse supremo a che tutta la
vita russa acceleri sino al parossismo il suo processo di disintegrazione
molecolare."

Senza 'se' e senza 'ma'....Niente da 'eccepire', nient'altro da 'aggiungere'
nè da sottolineare. Parla il Duce del Fascismo italiano.

Farinacci dopo aver esposto tutta una serie di disposizioni ecclesiastiche
contro l'elemento ebraico a partire dall'interpretazione canonica del ruolo di
agente sovvertitore del Giudaismo , ricordato le disposizioni dei Pontefici nel
primo periodo della storia della Chiesa di Roma ed i successivi editti , la
separazione degli ebrei dai cristiani prescritta dai concili di Vannes (465),
di Agde (506), di Orleans (538) di Macon (538), di Toledo (633 e 655) , le
invettive anti-ebraiche di papa Innocenzo III (1199) arriverà a sottolineare il
ruolo di Roma quale "anti-Gerusalemme" per eccellenza. La città eterna, già
sede imperiale e poi pontificia, come antitesi vivente del cosmopolitismo
ebraico.

"Tutti gli Stati - dichiara Farinacci - , fino alla rivoluzione francese,
ispirarono la loro legislazione a quella della Chiesa , e molti l'aggravarono
espellendo gli ebrei, confiscando le loro proprietà e annullando i loro
crediti, oppure espellendoli, negando la libertà del loro culto, forzandoli al
battesimo, costringendoli ad ascoltare le prediche o raccogliendoli negli
ospizi dei catecumeni. Si susseguirono divieti contro la edificazione delle
Sinagoghe e per la esclusione degli ebrei dai pubblici uffici, dalle scuole,
dall'acquisto di gradi accademici, dall'esercizio delle professioni e del
commercio. Tutto in armonio con le disposizioni sancite dalla Chiesa attraverso
i concili e le bolle pontificie. Fu la rivoluzione francese che, proclamando
l'uguaglianza di tutti gli uomini , emancipò gli ebrei , e li fece cittadini, e
donò a loro indebitamente uno stato, una sovranità, una dignità, che sono beni
solo per chi li conquista (....). La razza giudaica ha sempre detestato i Goim,
i Gentili, ed essendo inferiore in tutte le virtù che hanno eletto al comando i
popoli ariani, proprio per questo ha sempre sperato e spera ancora di vederli
prostrati dall'ira del loro Dio, vendicatore e protettore, proprio per questo
essa maledice, sfruttandola , la storia gloriosa della civiltà nostra. Roma è
ancora e sempre l'anti-Gerusalemme. In realtà i giudei, essendosi proclamati
gli schiavi favoriti di Dio, odiano gli uomini che non vogliono essere schiavi
, ma figli ed artefici della divinità.".

Farinacci sottolinea l'anti-giudaismo costante della Chiesa di Roma e il
ruolo di difensori della dottrina canonica e della Tradizione dei padri gesuiti
che nella loro rivista, "La civiltà cattolica", avevano fin dall'avvento
dell'unità nazionale "risorgimentale" messo in guardia l'opinione pubblica
sulla scalata ai posti di potere principali nel nuovo Regno laico e secolare da
parte di framassoni e giudei e - per primi - avevano indicato "ai cattolici il
giudaismo come "la nazione equivoca" e insieme come "la religione equivoca".

Di equivocità è sicuramente inopportuno parlare anche solo dando un'occhiata
alle massime d'Israele, citate dal capo del fascismo cremonese durante quella
storica conferenza, e che riportiamo per le "pecore matte" della
contemporaneità rovesciata che considerano la "questione ebraica"
'insignificante' e/o 'irrilevante' ai fini politici, storici e di affermazione
di una identità o la salvezza di una civiltà quale quella ario-italica
mediterranea:

"Voi israeliti siete chiamati uomini, mentre le nazioni del mondo non sono da
chiarmarsi uomini, ma bestiame" (Talmud, Baba Mezia, Fol. 114, col. 2)
"La progenie di uno straniero (cioè di un non ebreo) è come progenie di
animali" (Jebamorth, Fol. 94, col.2)
"Il Messia darà agli ebrei il dominio del mondo , al quale serviranno e
saranno sottoposti tutti i popoli"
"Il migliore fra i non ebrei , uccidilo!"
"E' proibito dare a prestito ai non ebrei senza usura"
"Che cosa è una prostituta? Ogni donna che non sia ebrea"

Domandandosi perchè la Chiesa del 39 "cambiava rotta" Farinacci (...fosse
vissuto alla nostra epoca probabilmente si sarebbe fatto 'islamico' o comunque
avrebbe dovuto rivedere molte delle proprie convinzioni...) si chiede infine:
"Perchè oggi i comunisti, i massoni, i democratici, i nemici dichiarati della
Chiesa, le offrono oggi i loro servizi e le dispensano lodi? Per servirsene
contro il Fascismo? Ma il Fascismo è amico della Chiesa, perchè cattolico e
romano. E non a parole: noi l'amicizia l'abbiamo dimostrata con i fatti. Il
Fascismo ha dato alla Chiesa quello che nessun altro governo liberale o
conservatore o democratico aveva mai concesso. Questi nostri interrogativi
creano a noi cattolici una profonda tragedia spirituale. Noi non possiamo nel
giro di poche settimane rinunciare a quella coscienza antisemita che la Chiesa
ci ha formato lungo i millenni. Ma supereremo questa nostra tragedia ,
coscienti della nostra missione politica. Noi ricorderemo che lo spirito
cristiano è l'energia più alta che sostiene gli uomini e i popoli europei e li
conduce al combattimento per il servizio di Dio. E non vorremmo che la Chiesa
perdesse la sua integrale missione educatrice occupandosi di questioni
politiche che spettano solo al Fascismo."

'Peccato' che i fatti storici abbiano dato torto al capo del fascismo
cremonese....ricordiamo un 'certo' Cardinale Schuster.... 'epilogo' di un
abbraccio mortale che i poteri vaticani intrapresero , già precedentemente al
secondo conflitto mondiale, con le democrazie, le plutocrazie, il liberalismo e
il bolscevismo e che - soltanto vent'anni dopo la fine della Totalkampf
nazionalsocialista e fascista per l'Ordine Nuovo europeo - avrebbero portato ai
postulati anti-tradizionali e contrari alla stessa dottrina canonica vaticana
del Concilio Vaticano II.o.

ROBERTO FARINACCI - "LA CHIESA E GLI EBREI"
EDIZ. "SENTINELLA D'ITALIA" - MONFALCONE 1987

 

01/06/2009


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