LIBRI 2009

Recensione Libraria

NOAM CHOMSKY - "CONTROLLO DEI MASS MEDIA - LE SPETTACOLARI CONQUISTE DELLA PROPAGANDA"

di Dagoberto Husayn Bellucci

Abbiamo da sempre rilevato l'assoluta, condizionante e insieme alienante, potenza dei moderni strumenti della propaganda: dalla televisione al cinema passando per radio, mode, costumi e musiche e finendo con i più recenti "aggeggi" computeristico-informatici (mp3, chat, forum e chi più ne ha più ne metta) sono esponenzialmente aumentati i controllli di massa al ritmo delle "apparenti" scoperte tecnologico-scientifiche della società moderna. Diciamo "apparenti" in quanto, come tutti sanno perfettamente i mezzi informatici, i computatori, erano già disponibili e altamente funzionanti fin dall'immediato secondo dopoguerra mondiale: se i controllo sistemici hanno inteso 'dotare' le pecore matte della contemporaneità contorta e rovesciata evidentemente esistono validi motivi per avere più di un sospetto su questa "concessione" alla massa.
Chi controlla la Rete internet? Inutile sottolineare in questa sede che già lo scandalo della rete di controllo informatico denominata "Echelon" - sorta di grande fratello dipendente dalla NSA e dalle altre centrali spionistiche a stelle e strisce e utile 'intercettatore' di informazioni sulle principali multinazionali ed aziende dell'Europa e del resto del pianeta - aveva posto il problema relativo al controlllo dei nuovi apparecchi informatici. Non casualmente fin dagli inizi degli anni Novanta con il soldato-politico Maurizio Lattanzio , il Grande Guascone di Popoli, ci interrogavamo sulla 'direzione' di marcia che avrebbe assunto la futura società informatica con l'espansione inarrestabile e lo sviluppo illimitato della telefonia mobile e dei computatori che , di lì a qualche anno, avrebbero invaso il vivere quotidiano di miliardi di individui. La domanda relativa all'efficacia di simili mezzi di propaganda politica era accompagnata anche da qualche legittima perplessità relativa soprattutto all'eventualità che il Sistema mondialista potesse riuscire , progressivamente ma sistematicamente, a far sparire dalla circolazione determinati testi politici di riferimento essenziali per un 'catechismo rivoluzionario' 'conforme' alla prassi anti-sistemica e , in particolar modo, mediante l'informatizzazione della vita sociale di milioni di individui riuscisse anche a determinarne le scelte culturali e , di conseguenza, quelle politiche.
Diciamo pure che avevamo visto 'giusto' non foss'altro perchè la moda demenziale dell'uso esasperato del telefono cellulare si accompagna oramai da anni al controllo della rete informatica (web) alla quale , peraltro, il primo è stato 'collegato' 'magicamente' per la gioia di miliardi di consumatori ...noi ovviamente siamo a malapena 'fruitori' di un vecchio modello Nokia ...'altri' con il cellulare vorrebbero pure farsi la barba al mattino appena alzati...demenzialità comportamentale contemporanea.
Rilevante, e asfittica, comunque la 'distribuzione' capillare di informazioni "on line" che oramai ha inondato la vita di ognuno di noi rendendo obsolete le cabine telefoniche, le vecchie schede per non parlare degli antidiluviani gettoni...a parlarne nel 2009 sembrano strumenti di comunicazione vecchi di secoli. Ed è comunque di una tristezza allucinante vedere, nelle rare occasioni in cui ci è capitato di mettere il 'naso' dentro ad un ipermercato, questi poveri mariti attaccati ai cellulari domandare , con aria piuttosto cogliona, alle loro consorti dove si trovi la tal marca di maccheroni o quale bibita sia di loro gradimento per la serata con gli amici ....soggetti antropologicamente ridotti a larve sub-umane....quintessenza della deficienza della società post-modernista.
Echelon dicevamo....per comprendere pienamente che cosa rappresenti questo sistema spionistico occorre fare qualche passo indietro e , particolarmente, analizzare esattamente l'intera vicenda dello spionaggio industriale attuato dalla NSA statunitense , unitamente ai servizi di sicurezza di Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Australia e Canada, visto che l'intera vicenda si inquadra esattamente nelle dinamiche tipiche di una società dell'omologazione e del controllo di massa delle quali ci hanno descritto con dovizia di particolari sia Orson Wells
Per inquadrare questo sistema di spionaggio internazionale messo in piedi dai servizi di sicurezza statunitensi ed operativo fin dai primi anni Cinquanta riportiamo integralmente l'articolo di Nicky Hager e pubblicato sul nr 59 della rivista "Covert Action Quarterly" che , presentando ai suoi lettori il Grande Inganno informatico, riportava in copertina l'eloquente titolo "The New Age of Surveillance" (La nuova era della sorveglianza):
"Per 40 anni la più grande agenzia di intelligence della Nuova Zelanda, la Government Communications Security Bureau (GCSB) l’equivalente della americana National Security Agency (NSA) è stata aiutata dai suoi alleati occidentali a spiare nell’area del Pacifico, senza che questo fosse risaputo pubblicamente, ma neanche dalle maggiori cariche elettive dello stato. Quello che la NSA non poteva sapere è che verso la fine degli anni ottanta diversi ufficiali dell’agenzia decisero che le loro attività erano state troppo segrete e per troppo tempo e mi rilasciarono delle interviste e dei documenti che illustravano le attività dei servizi di intelligence neozelandesi. Più di cinquanta persone che lavoravano o avevano lavorato con i servizi ed in campi correlati accettarono di farsi intervistare. I computer posti in ogni stazione del sistema ECHELON cercano tra i milioni di messaggi intercettati quelli contenenti le keywords, le parole chiave, precedentemente inserite. Le keywords includono tutti i nomi, le località, i soggetti etc. che potrebbero essere contenuti nei messaggi "interessanti". Ogni parola di ogni messaggio intercettato viene scansionata automaticamente sia che il telefono, la e-mail o il fax siano nella lista di quelli "da controllare", ma anche nel caso provengano da qualsiasi altra utenza o natura del messaggio. Le migliaia di messaggi simultanei vengono letti in "tempo-reale" come giungono alle stazioni, ora dopo ora, giorno dopo giorno e i computer riescono a trovare "l’ago" scelto dagli intelligence nel "pagliaio" delle telecomunicazioni.
QUALCUNO STA ASCOLTANDO.
I computer nelle stazioni in giro per il mondo sono chiamati, all’interno del network, i "Dizionari". Computer che possono cercare attraverso il flusso delle comunicazioni per mezzo di keywords esistevano almeno dal 1970, ma il sistema ECHELON è stato progettato dalla NSA per interconnettere tutti questi computer e permettere alle diverse stazioni di funzionare come componenti di un sitema integrato. La NSA e la GCSB sono entrambe legate alle cinque nazioni firmatarie del UKUSA Strategy Agreement, un patto di collaborazione nella raccolta di "Signal Intelligence" stretto nel 1948, la cui stessa esistenza non è mai stata ufficialmente confermata dai suoi cinque aderenti. Gli altri tre partner hanno tutti egualmente nomi abbastanza oscuri come il Government Communications Headquarters (GCHQ) in Gran Bretagna, la Communications Security Establishment (CSE) in Canada, ed il Defense Signals Directorate (DSD) in Australia. L’alleanza nasce dallo sforzo cooperativo per intercettare trasmissioni radio durante la Seconda Guerra Mondiale, formalizzata come detto nel 1948 nell’accordo UKUSA che era orientato essenzialmente contro l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Le cinque agenzie firmatarie del patto UKUSA sono oggi le agenzie più grandi nei loro paesi. Con la maggior parte delle comunicazioni di affari e non che viaggiano attraverso fax, e-mail e telefonate è chiaro che le maggiori risorse vengano riservate a queste agenzie.Per decine di anni prima dell’introduzione del sistema ECHELON, le agenzie dell’alleanza UKUSA lavoravano comunque l’una per l’altra, ma ognuna era solita intercettare ed analizzare i messaggi nelle proprie stazioni.
Con ECHELON, i computer detti "dizionari", contengono non solo le keywords immesse dalla propria agenzia, ma anche quelle immesse dalle altre quattro agenzie. In Nuova Zelanda nella stazione di intercettazione satellitare di Waihopai (nel Isola del Sud), per esempio, il computer ha differenti liste di ricerca per NSA, GCHQ, DSD, e CSE in aggiunta alle proprie. Laddove il "dizionario" incontra un messaggio contenente una delle keywords immesse dalle agenzie lo prende e lo spedisce automaticamente al quartier generale dell’agenzia competente. Nessuno in Nuova Zelanda conosce le informazioni raccolte dalle stazioni in Nuova Zelanda per le agenzie alleate. Così le stazioni degli alleati minori della alleanza UKUSA funzionano per la NSA come se fossero proprie basi fuori dal territorio USA.
Il primo componente del network ECHELON è costituito da stazioni specificatamente orientate sui satelliti di comunicazioni internazionale (Intelsats) usati dalle compagnie dei telefoni di molti paesi. Un anello formato da questi satelliti è posizionato in orbita stazionaria intorno al mondo (all’altezza dell’equatore), ognuno di questi satelliti serve come trasmettitore per decine di migliaia di chiamate telefoniche simultanee, fax ed e-mail. Cinque stazioni UKUSA sono state attrezzate per intercettare le comunicazioni trasmesse dai satelliti Intelsats.
"COMUNICAZIONE" ATTRAVERSO I SATELLITI
Il successivo componente del sistema ECHELON intercetta una serie di comunicazioni satellitari non veicolate dal sistema Intelsats. In aggiunta alle cinque stazioni UKUSA che hanno come obiettivo i satelliti Intelsats ci sono almeno altre cinque stazioni che sorvegliano i satelliti per comunicazione russi ed altri sistemi di comunicazione regionale. Queste stazioni sono Menwith Hill nel Nord dell’Inghilterra; Shoal Bay, vicino Darwin nell’Australia settentrionale (che punta sui satelliti indonesiani); Leitrim, a sud di Ottawa in Canada (che sembra debba seguire i satelliti latinoamericani); Bad Aibling in Germania; e Misawa nel Nord del Giappone. Un insieme di strutture che monitora direttamente le comunicazioni via terra è l’elemento finale del sistema ECHELON. Oltre alle comunicazioni radio e satellitari, l’altro maggiore metodo per trasmettere grandi quantità di comunicazioni (pubbliche, di business, governative e quant’altro) è costituito da una combinazione di cavi sottomarini, che passano sotto gli oceani, e reti a microonde sulla terraferma. Pesanti cavi, posati nel fondo marino tra i vari stati, si fanno carico del grosso delle comunicazioni internazionali mondiali. Dopo che escono dall’acqua ed arrivano alle basi a terra dei network a microonde sono molto vulnerabili alle intercettazioni.
Le reti a microonde sono costituite da una catena di tralicci di antenne che trasmettono i messaggi dalla cima di una collina all’altra per tutto il paese. Queste reti smistano enormi quantità di comunicazioni in tutto il paese. L’intercettazione di queste da possibilità di accesso alle comunicazioni internazionali sottomarine (una volta che queste escono in superficie) e a quelle attraverso i continenti. Sono ovviamente anche un bersaglio ovvio per intercettazioni su larga scale di classiche comunicazioni nazionali tra le persone. Nei primi anni ‘90 il movimento che si è battuto per la chiusura della base di Menwith Hill ha ottenuto una grossa quantità di documenti dall’interno della stazione. Tra tutte queste carte c’erano dei riferimenti ad un sistema di computer della NSA chiamato "Platform". L’integrazione di tutta la rete delle stazioni UKUSA in ECHELON probabilmente si è realizzata con l’introduzione di questo sistema all’inizio degli anni ‘80. James Bamford scrisse all’epoca di una rete mondiale di computer del NSA "nome in codice Platform" che collegava insieme 52 sistemi di computer sparsi in diversi punti del mondo. Punto cruciale di questo poderoso network sarebbe stato il quartier generale della NSA a Fort Meade. Tra le agenzie coinvolte nel progetto "Platform" c’era anche l’agenzia di SIGINT [signal intelligence] britannico il GCHQ.
CERCANDO NEL DIZIONARIO
I computer chiamati "dizionari" sono collegati attraverso delle linee di comunicazione UKUSA altamente crittate che collegano assieme i database dei quartier generali delle cinque agenzie. In questi database finiscono tutti i messaggi quotidianamente selezionati dai "dizionari". Ogni mattina gli analisti, con tutto il loro speciale indottrinamento, aprono i loro computer a Washington, Ottawa, Canberra, Wellington e Cheltenham ed entrano nel sistema dei "dizionari". Dopo aver effettuato la routine di password e controlli finiscono nella cartella con la lista dei differenti tipi di intercettazioni disponibili nel database, ognuno con il suo codice a quattro numeri. Per esempio 1911 sta per comunicato diplomatico Giapponese dal Latinoamerica (raccolto dal CSE canadese), 3848 sta per comunicazioni politiche da e sulla Nigeria, e 8182 riguarda qualsiasi messaggio riguardante tecnologie di crittografia.
Scelgono la categoria divisa per soggetto, vedono il risultato della loro ricerca, cioè quanti messaggi contenenti quel soggetto sono stati catturati dalla rete di ECHELON, e così inizia una nuova giornata di lavoro. Gli analisti scorrono schermata dopo schermata fax, messaggi e-mail, etc. e quando un messaggio appare interessante lo selezionano dal resto della lista. Se non in inglese il messaggio viene tradotto e scritto nel formato codificato standard degli intelligence UKUSA.
IL CONTROLLO DELLE INFORMAZIONI
Per controllare accuratamente cosa si sta cercando e chi può avere accesso a queste informazioni è stato organizzato un sistema altamente sofisticato [simile alle funzioni più avanzate dei moderni search engine ndt]. Questo è il cuore di ECHELON e lavora in questo modo:
I terminali dei "dizionari" non hanno semplicemente la lunga lista delle parole chiave per fare la ricerca e neanche tutte le informazioni vanno in un unico database che le agenzie possono consultare a proprio piacimento. E tutto molto più controllato. Gli indici di ricerca sono divisi nelle stesse categorie del codice a quattro cifre. Ogni agenzia decide le proprie categorie compatibilmente alle responsabilità della stessa all’interno del network. Per il GCSB questo significa il controllo delle comunicazioni dei governi dell’area del Sud Pacifico, delle ambasciate Giapponesi, delle attività Russe nell’Antartide e così via.
SPIONAGGIO PIÙ VELOCE, MA STESSA MISSIONE
Una storia ben differente è quella che invece viene fuori esaminando attentamente il lavoro svolto dai servizi neozelandesi per l’alleanza UKUSA e dalla dettagliata descrizione dei rapporti ricevuti dalla direzione delle altre quattro agenzie ogni settimana. C’è molto materiale di antiterrorismo e c’è molto materiale anche sullo spionaggio economico. E’ da notare un intenso monitoraggio di tutti i paesi che partecipano al GATT. Ma in fondo, le maggiori priorità all’interno dell’alleanza continuano ad essere lo spionaggio politico e militare teso a supportare i loro interessi nel mondo. Ognuno ed ogni cosa riguardi ciò può diventare un bersaglio.
Con questa struttura, così potente e così segreta, tutto può essere possibile. Per esempio nel Giugno del 1992, un gruppo "di agenti operativi di alto livello" del GCHQ britannico parlarono con il London Observer dichiarando: "Sentiamo che non possiamo più rimanere in silenzio per ciò che riguarda le malefatte e le aberrazioni della struttura nella quale operiamo". Essi portarono ad esempio il fatto che il GCHQ intercettava regolarmente tre organizzazioni umanitarie, tra cui Amnesty International e Christian Aid. Come riportato dagli agenti all’Observer: "Il GCHQ è pronto in ogni momento ad inserirsi nelle loro comunicazioni per controlli di routine". Nel caso di inserimento nelle conversazioni telefoniche la procedura viene chiamata Mantis, mentre con i telex la procedura si chiama Mayfly. Digitando uno dei codici relativi agli aiuti al Terzo Mondo, il sistema è in grado di elencare i telex intercettati alle tre organizzazioni. "E’ poi possibile per noi inserire nuove parole che ci rendono possibile ottenere tutti i telex nei quali quelle parole appaiono". "E possiamo leggere un predeterminato numero di caratteri da ogni lato della parola chiave." Senza chiamarlo con il nome attuale, è evidente che questa è una dettagliata e precisa descrizione di come lavorano i "dizionari" nel network ECHELON. Quello che non veniva rivelato è che si tratta di un sistema esteso ai cinque del UKUSA. La struttura di ECHELON consente che le intercettazioni di queste organizzazioni possano avvenire in un qualsiasi punto del network, in ogni stazione dove il GCHQ ha richiesto che il codice a quattro cifre riguardante gli aiuti al Terzo Mondo venisse utilizzato.
E’ da notare che ciò di cui hanno parlato gli ufficiali del GCHQ è che il sistema veniva usato per le normali conversazioni telefoniche. In Nuova Zelanda, ECHELON è impiegato solo per intercettare comunicazioni scritte: fax, e-mail e telex. La ragione, come affermano gli agenti intervistati, è dovuta al fatto che i servizi neozelandesi non dispongono del personale adatto ad analizzare grandi quantità di conversazioni telefoniche.
Nella descrizione fatta da Mike Frost del sistema di intercettazioni tramite le ambasciate Canadesi nel mondo si trova la descrizione del computer usato dalla NSA, chiamato Oratory, che può "ascoltare" le conversazioni telefoniche ed individuare quando viene pronunciata la parola chiave. Così come noi riusciamo ad individuare le parole nei differenti toni ed accenti nelle quali le incontriamo, allo stesso modo, secondo Frost, lo possono fare questi computer.
Le telefonate nelle quali viene pronunciata una keyword vengono automaticamente estratte dalla massa delle altre e registrate digitalmente su nastri magnetici da sottoporre all’esame degli analisti nei quartier generali. Comunque, sia per la grande quantità di comunicazioni vocali che per le difficoltà tecniche ed anche per le mie fonti non posso confermare l’esistenza di questa capacità. Ma quando o se ciò sarà possibile o perfezionato le implicazioni saranno immense. Questo significherebbe che le agenzie del UKUSA potrebbero usare delle macchine per cercare attraverso le chiamate vocali internazionali come lo fanno per quelle scritte. Se questo equipaggiamento già esiste per l’utilizzo nelle ambasciate, presumibilmente sarà utilizzato anche in tutte le stazioni di ECHELON. Ma è da verificare in che percentuale le conversazioni telefoniche siano obiettivo delle intercettazioni delle stazioni delle altre agenzie [oltre quella della Nuova Zelanda].
Le prede più facili per ECHELON sono le persone, le organizzazioni o i governi che non usano sistemi di crittografia. Nell’area neozelandese ad esempio, questo colpisce e rende particolarmente vulnerabili le piccole nazioni del Sud Pacifico che non usano alcun tipo di codice anche per le comunicazioni strategiche governative (tutte queste comunicazioni dei vicini della Nuova Zelanda, "non protette", arrivano negli uffici delle agenzie del UKUSA). Come risultato delle rivelazioni del mio libro so che si è sviluppato un progetto nell’area del Pacifico per far conoscere e fornire software di crittografia ai soggetti più vulnerabili quali ad esempio i movimenti per la democrazia in paesi con regimi oppressivi e dittatoriali. Questo è un metodo efficace per ostacolare le illegittime intrusioni di ECHELON.
Un commento finale. Tutti i giornalisti, i commentatori e le "fonti bene informate" affermano che gli intelligence USA hanno messo fuori la Nuova a metà degli anni ‘80. Questo è completamente falso. Il lavoro di intelligence fornito dall’agenzia neozelandese non si è mai arrestato, anzi bisogna sottolineare che negli ultimi dieci anni c’è stata una maggiore integrazione della Nuova Zelanda nel sistema USA. Praticamente tutto nell’equipaggiamento che viene usato dal GCSB dai manuali, al modus operandi, ai codici e tutto il resto viene interamente fornito dagli alleati del UKUSA (ciò di solito significa, in pratica, dalla National Security Agency - USA). Lo stesso discorso vale anche per le agenzie canadese e australiana.
Quello che principalmente protegge queste agenzie dal cambiamento è la loro segretezza. Il giorno che il mio libro è uscito nelle librerie, senza alcuna precedente pubblicità, c’è stata una riunione durata tutto il giorno dei burocrati dell’agenzia di intelligence al dipartimento del Primo Ministro per provare a decidere come si sarebbe potuta impedire la distribuzione e la circolazione del libro. Per poi eventualmente concludere che i costi politici sarebbero stati troppo alti. Ed è facile comprendere perché fossero così agitati.
A causa della mia ricerca il governo ha rifiutato di fare alcun commento ed ha ufficialmente opposto dei rifiuti alle richieste di conoscere le attività dei servizi di spionaggio.
Con la consueta atmosfera di segretezza totale e blindatura, che circonda queste agenzie è difficile per i cittadini capire quali sono i fatti, quali le speculazioni e quali le paranoie. Perciò nello svelare il ruolo della Nuova Zelanda all’interno dell’alleanza condotta dalla NSA, il mio obiettivo è stato anche quello di fornire molti dettagli sulle operazioni, sui sistemi tecnologici, sul lavoro individuale giornaliero dei singoli membri dello staff, ed anche l’individuazione delle stanze occupate per questa operazione all’interno degli edifici dell’agenzia, di modo che i lettori si potessero rendere conto della veridicità dei fatti. Quello che spero e che le informazioni fuoriuscite dal personale dell’agenzia di intelligence neozelandese sull’accordo/alleanza UKUSA e sul sistema ECHELON sia stato utile perché ci sia un cambiamento." (1)
Ora, tralasciando momentaneamente la rete informatica e l'affaire Echelon, basta - e 'avanza' - darsi un'occhiata attorno per comprendere quanto sia capillare e efficiente il sistema di controllo attuato quotidianamente su un singolo individuo dal Sistema: dai cellulari di cui abbiamo sopra accennato alla serie di carte magnetiche passando per le banche dati che ricevono, inscatolano e catalogano tutti gli spostamenti dei conti correnti bancari di milioni di soggetti ai quali non viene concessa neanche più l'illusione di vivere in una società libera ....tra telecamere e sensori siamo praticamente spiati quasi ventiquattr'ore su ventiquattro con il risultato di aver creato il mondo "under control" (sotto sorveglianza) del quale, magnificandone le possibili virtù, parlava già nel suo "Leviatano" Thomas Hobbes.
"Il Leviatano" di hobbesiana memoria pubblicato nel lontano 1651 tesse le lodi di uno Stato onnicomprensivo e onnipresente al quale gli individui devono riconscere assoluta legittimità e autorità sottostandone alle leggi, rispettandone le regole e , soprattutto, inchinandosi a quella che Hobbes definisce come una sorta di nuova "deità" (lo Stato) : « Io autorizzo e cedo il mio diritto di governare me stesso a quest'uomo o a questa assemblea di uomini, a questa condizione, che tu gli ceda il tuo diritto, e autorizzi tutte le sue azioni in maniera simile. Fatto ciò, la moltitudine così unita in una persona viene chiamata uno stato, in latino civitas. Questa è la generazione di quel grande Leviatano o piuttosto - per parlare con più riverenza - di quel Dio mortale, al quale noi dobbiamo, sotto il Dio immortale, la nostra pace e la nostra difesa... » (2)

Lo Stato di Hobbes non ha niente a che spartire con la visione tradizionale di uno Stato Organico: esso infatti procede dalla dicotomia , tipica della visione protestante-calvinista, tra Stato e Chiesa, tra autorità temporale e autorità spirituale. La visione di Hobbes privilegia la pace sociale che deve essere introdotta in una comunità attraverso una formale rinuncia popolare e individuale rispetto alle proprie aspirazioni: secondo lo Stato immaginato dal testo hobbesiano infatti per costituire una società efficiente che dia garanzie di sicurezza ai singoli e alla collettività occorre liberarsi dalla condizione , definita primitiva, della competizione e affidarsi alle cure dell'Autorità la quale assicurerà la totalità degli individui (non intesa quale totalità organica ma come insieme più o meno meccanico di soggetti individuali aderenti nè più nè meno alla funzione sociale che dovranno ricoprire su indicazioni del vertice del Sistema) garantendo loro il perseguimento dei loro obiettivi materiali e la realizzazione dei loro desideri.
Per giungere a questo scopo , che mira all'uniformazione e alla normalizzazione sociale imposta dall'Autorità, tutti gli individui devono rinunciare ai loro diritti naturali trasferendoli nelle mani di una sola persona (un autocrate) o ad un'assemblea di uomini ai quali sono demandati tutti i poteri reali.
L'obiettivo da realizzare è la pace sociale. Hobbes viene anche considerato il teorico del giusnaturalismo , dove il diritto naturale precede e fonda quello civile. Ma a ben vedere nell'idea esposta nel "Leviatano" risalta soprattutto l'illimitato potere, assolutamente svincolato da qualunque controllo e da qualsiasi regola, che viene concesso allo Stato e che porrebbe la tesi hobbesiana agli antipodi dei classici del giusnaturalismo (fra i quali Locke).
I diritti naturali che ognuno abbandona per poter vivere in pace nella società non sono altro che la libertà assoluta di fare tutto secondo la propria volontà e di utilizzare qualsiasi risorsa per il proprio vantaggio. L'uomo per natura ha diritto di usare tutte le risorse naturali (terreno, acqua, frutti, bestiame etc.), anche a spese altrui. Con l'istituzione della società si rinuncia a questo diritto e la propria libertà assoluta viene sospesa. I limiti della propria libertà sono ora formati dalla libertà degli altri: tuttavia, poiché secondo Hobbes non si può avere garanzia che questo principio (che corrisponde all'evangelico: "non fare agli altri ciò che non vuoi gli altri facciano a te") venga rispettato da tutti, è necessario un potere coercitivo che lo mantenga, il potere statale. L'idea hobbesiana dunque precede di qualche secolo sia l'esperimento bonapartista (o cesarismo) sia i più attuali stati totalitari con particolare riferimento all'Unione Sovietica ed ai suoi satelliti dove alla meccanizzazione dell'esistenza individuale - costretta dalla collettivizzazione sociale a ritmi di produzione estenuanti dei quali furono vittime milioni di individui sotto la dittatura stalinista - si sommano il controlllo maniacale e dispotico della vita privata dei singoli individui , la coercizione, l'uso strumentale della delazione e dello spionaggio inter-familiare che tanto successo ebbero fin dai primi anni dell'istituzione dei servizi di sicurezza sovietici (Ceka, Ghepeù, Nkavd, Kgb).
Nè deve sorprendere che questa visione autocratica dello Stato abbia fatto del "Leviatano" un testo fondamentale ed un modello per le moderne società dove , al controlllo sbirresco del passato, si è sostituito un più suadente e apparentemente innocuo controllo informatico-computeristico. Del resto Hobbes nega decisamente la possibilità dell'insurrezione. Definisce legittima la resistenza del suddito al sovrano nell'unico caso in cui questi non minacci l'incolumità fisica del suddito; tuttavia, nel momento in cui il suddito resiste al sovrano, anche legittimamente, il sovrano ha ancora il diritto di combattere contro il suddito che gli resiste, e di ucciderlo: difatti la resistenza del suddito al sovrano non è altro che una riproposizione dello stato di natura, all'interno del quale tutti hanno diritto a tutto, e la vittoria è del più forte.
Nello Stato immaginato da Hobbes dunque non deve esistere alcuna forma di resistenza, di rivolta, di insurrezione: l'uomo-massa deve accettare supinamente le regole del vivere sociale fintanto che queste soddisfino le sue esigenze materiali realizzandone la felicità su di un piano meramente materialistico.
Da notare inoltre che Hobbes assegna al sovrano la possibilità di stabilire cosa sia omicidio, furto o minaccia alla sicurezza: per questo il sovrano può legittimamente ordinare ai sudditi di uccidere un altro suddito, o di andare in guerra, nel momento in cui lo ritenga necessario alla sicurezza dello Stato.
Ovviamente per Hobbes la guerra civile, in cui una parte dello Stato avoca a sé il potere del sovrano, è definita da Hobbes come una ricaduta nello stato di natura, e rappresenta il peggiore dei mali ed un'ipotesi assolutamente da rifiutare. Se Hobbes afferma che il suo Stato assoluto può degenerare in una tirannide, tuttavia ripete a più riprese che questa situazione sarà sempre migliore e più sopportabile della guerra civile.
Hobbes inoltre si pronuncia decisamente contro la separazione dei poteri. E non potrebbe essere altrimenti considerando lo spirito calvinista-protestante del quale è infarcito il volume hobbesiano: la critica che difatti viene rivolta alla Chiesa è spietata. Secondo l'autore del "Leviatano" l'autorità ecclesiastica svolgerebbe un ruolo assolutamente negativo in quanto si costituiva come uno Stato dentro lo Stato rappresentando un rischio troppo elevato per l'autorità del sovrano o dell'assemblea di dirigenti chiamati a guidare questo modello di autorità temporale. In particolare la tesi di Hobbes, che assegna tutto il potere al sovrano, non può ammettere l'idea tradizionale che il potere del monarca o dell'assemblea (come si è detto comunque Hobbes prediligeva l'idea monarchica assolutistica) siano discendenti da un'autorità spirituale, dalla Chiesa quale rappresentante di Dio. Perciò nella visione hobbesiana era necessaria una fusione delle funzioni spirituali all'interno di quelle caratteristiche del potere temporale o , per esser più espliciti, che il sovrano assumesse anche il ruolo e la carica di capo della Chiesa e di unico interprete autorizzato della parola divina (come poi de facto avverrà nella Gran Bretagna calvinista con la conquista cromwelliana del XVIImo secolo che, peraltro, riporterà nella "perfida Albione" turbe di giudei scacciati fin dal medio evo dall'isola e rientrati al seguito di Oliver Cromwell e delle sue truppe anti-papiste e anti-cattoliche).

'Rientriamo' comunque in tema di controllo di massa e di uso spregiudicato della propaganda (che non deve intendersi necessariamente o soltanto quale propaganda di guerra...la pubblicità alla quale siamo sottoposti quotidianamente è una forma di propaganda così come, lo si noterà perfettamente di questi tempi di periodo elettorale , le campagne elettorali assumono i contorni di una sempre più palese forma di propaganda di idee, volti e individui in corsa per questo o quel posto sia da consigliere circoscrizionale sia da deputato in parlamento). I margini di manovra per il singolo individuo sono ristretti e assolutamente limitati , schedato e controllato come si ritrova nella società contemporanea già è molto se riuscirà a conservare un briciolo di autonomia ideale e non farsi irretire dalle promesse/proposte allettanti e accattivanti del Sistema.
In merito alla parola "Propaganda" scriva Alessandra Colla (almeno dovrebbe essere lei l'autrice della nota introduttiva che precede il testo "Controllo dei mass media" dell'ebreo Noam Chomsky pubblicato dalle edizioni SEB - Barbarossa di Milano nel 1991) : "in latino, è questo il gerundivo del verbo propagare, diffondere, far conoscere. E letteralmente si traduce "le cose che devono essere diffuse, che devono essere fatte conoscere". Il che la dice lunga sulla portata intrinseca del concetto sotteso al termine - concetto e termine troppo spesso sottovalutati o fraintesi nel linguaggio (e nel pensiero comune). Soffermiamoci per un momento su due punti apparentemente semplici e perfini scontati. Cominciamo proprio con 'linguaggio'. C'è da sentirsi addirittura un pò stupidi a parlarne: esso è infatti qualche cosa di assolutamente naturale e ovvio per ciascun essere umano, e non sembra possibile considerarlo diversamente da ciò che esso è nella sua forma più immediata - lo strumento privilegiato della comunicazione interpersonale. In realtà , a fianco del linguaggio e oltre esso esiste il territorio vastissimo e per certi versi ancora inesplorato della comunicazione non verbale: la gestualità, l'abbigliamento, il maquillage, gli accessori, perfino la scenta di un ristorante o di una vettura, di un libro o di una musica dicono sul nostro conto molto più di quanto si creda e si vorrebbe. Perchè, in fondo, il linguaggio è una convenzione: è il risultato di un patto stretto fra gli appartenenti a una medesima comunità umana...(...) ...proprio per la sua convenzionalità riconosciuta e accettata, il linguaggio è anche la prima istituzione che l'essere umano incontra sul suo non sempre lungo nè facile cammino alla scoperta di sè. Anzi, la istituzione per eccellenza , l'istituzione fondamentale della società, la prima in assoluto di cui l'individuo, volente o nolente, fa esperienza nel corso della sua vita. (...). In altre parole , la funzione fondamentale del linguaggio è quella di oggettivizzare la realtà: il continuo flusso dell'esperienza viene fissato, stabilizzato in oggetti identificabili e distinti... (....) Ma non solo: il linguaggio, come ogni altra istituzione, presenta alcune caratteristiche peculiari e inalienabili, fra cui vogliamo ricordarne qui due - che sono , nell'economia del pamphlet di Chomsky che presentiamo al pubblico italiano , assolutamente imprescindibili. La prima è che il linguaggiuo ha un potere coercitivo: esso esiste oggettivamente, indipendentemente dall'individuo, ed egli non può liberarsene. (...) La seconda caratteristica è che il linguaggio è dotato di autorità morale. L'autorità morale della lingua si esprime con la violenza fisica soltanto in casi estremi e, in generale, piuttosto raramente (anche se in Israele, per esempio, nonostante i recenti accordi continua a essere imbarazzante non parlare ebraico); in linea di massima, è sufficiente suscitare nel trasgressore vergogna e magari anche sensi di colpa (...). Dunque non soltanto il linguaggio è la istituzione sociale per eccellenza ma (...) ...per dirla con McLuhan , "la più grande propaganda del mondo è la nostra lingua madre, quella che impariamo da bambini, e che impariamo inconsciamente. Questa forgia le nostre percezioni della vita. Questa è propaganda nella sua forma estrema.". (3)

Ideologie=propaganda=linguaggio=istituzioni scriverà legittimamente la Colla.... Noi diciamo che non c'è alcun bisogno di 'recensire' ulteriormente il volume di Chomsky non foss'altro perchè le conquiste sociali della propaganda hanno oramai ottenuto quanto i controllori sistemici si attendevano da questo potente strumento di condizionamento, livellamento e assuefazione collettiva. Le due recenti guerre nel Golfo (1991-2003) , la serie inverosimile di menzogne partorite dalle centrali di disinformazione mondialiste in occasione dell'attacco "terroristico" dell'11 settembre 2001 - tanto più inverosimili le cazzate distribuite in serie tanto più sono state accettate come verità insindacabili e indiscutibili dalle masse belanti della società rovesciata contemporanea - i successivi video al-qaedisti dei discorsi di Osama Bin Laden che hanno inondato la rete internet e le televisioni del pianeta, il ruolo delle grandi società massmediatiche mondiali (CNN , Bbc, Al Jazeera) poste sotto controllo sistemico, la realtà 'virtuale' della guerra non vista nè 'rappresentata' delle occupazioni militari di Afghanistan prima (2001) e Iraq (2003) successivamente, la reclusione preventiva per reati di terrorismo indimostrati e indimostrabili a Guantanamo, i crimini efferati commessi ad Abu Ghraib con la soppressione del diritto internazionale e la limitazione delle libertà e dei diritti civili per centinaia , migliaia di cittadini (tanto negli Usa quanto nel resto del pianeta) e l'inesauribile stuolo di falsi distribuiti ad hoc dai centri di controllo mondialisti sono dinanzi ai nostri occhi a rappresentare più che verosimilmente il livello e l'insieme di tecniche di controllo e di propaganda raggiunte oramai dal "leviatano" mondialista per quanto riguarda l'uso spregiudicato e cinico dei mass media...
Occorre forse 'recensire' qualcosa che è palesemente sotto gli occhi di chiunque sia in grado di vedere ed udire?
"Io credo - scrive l'autore del volume in questione - che il punto in discussione, per tornare al mio commento iniziale, non sia semplicemente 'disinformazione e crisi del Golfo'. L'argomento è molto più vasto. E' se noi vogliamo vivere in una società libera o se vogliamo vivere sotto quella che equivale a una forma di totalitarismo auto-imposto, con una massa confusa, emarginata, teleguidata, terrorizzata che grida slogan patriottici, che teme per la sua vita e ammira con reverenziale timore il leader che l'ha salvata dalla distruzione mentre folle ammaestrate marciano a comando e ripetono slogan; mentre la società si disgrega al suo interno, e noi finiamo col diventare uno stato mercenario di rinforzo, che tira avanti sperando che gli altri ci paghino per sconfiggere il mondo. Questa è la scelta. Questa è l'unica scelta che ora vi si offre. La risposta a questi problemi è soprattutto nelle mani di gente come voi e me." (4)

La risposta è nella coscienza di ogni singolo individuo....nella decisione delle scelte che rendono gli individui di una società schiavi o uomini liberi.
Unica consegna per i soldati-politici in 'marcia' nella vuota contemporaneità nichilista: Osare l'inosabile... Sempre!

 

04/06/2009


home page

archivio 2006

archivio 2005

archivio 2004

archivio 2003