LIBRI 2007


 

Gianantonio Valli “Holocaustica Religio. Fondamenti di un paradigma” Ed. EFFEPI, via Balbi Piovera n.7,  16149 Genova – Prima edizione febbraio 2007 – pag. 223 - euro 20,00.

 

Recensione a cura di  Gianmario Monaldo

 

         “Holocaustica Religio. Fondamenti di un paradigma”, l'ultima fatica del medico-scrittore Gianantonio Valli (ultima nel senso che nella più equa e favorevole delle ipotesi, in un momento di congiunta clemenza del Mossad e della CIA, sarà buttato in cella - lui spera non al Cairo e neanche a Tel Aviv, vorrebbe andare sul Mar Morto per via dei Rotoli - gettando la chiave!) costituisce il più aggiornato e documentato affresco della vulgata olocaustica, cui fa da incipit in prima pagina l' appropriato motto lucreziano “tantum religio potuit suadere malorum” (De Rerum Natura, I 101).

         Da che cosa sia costituita questa vulgata ce lo dice in prima battuta l'Editore nella prefazione definendola la credenza forse più seguita nel mondo occidentale, coi suoi santuari, sacerdoti, diaconi, predicatori e miracolati, pignolescamente però osservando che dal 1783 i kantiani Prolegomeni ad ogni futura metafisica che voglia presentarsi come scienza hanno probabilmente posto qualche oggettiva difficoltà alle metafisiche che, pur sprovviste di prove logiche, intendano sfrontatamente presentarsi come scienze. Va detto che il “paradigma” della vulgata - transitante nello specifico in Dogma - cui si riferisce Valli è naturlich nella accezione dell'epistemologo tedesco Thomas Kuhn.

         Va quindi osservato che il lavoro, con le sue venti pagine di accurata ed essenziale bibliografia, è un estratto di una ben più corposa opera, non agevolmente editabile appunto per le sue dimensioni; le note sono del pari ampie e documentate, mentre si avverte la mancanza di un indice dei nomi che consenta al lettore quivis de populo di orientarsi agevolmente nel mare magnum di autori e citazioni multimediali.

         I lettori che già conoscono quella che è, a giudizio dello scrivente, la più significativa opera di Valli ovvero Lo Specchio Infranto: mito, storia, psicologia della visione del mondo ellenica edito nell'ormai lontano 1989 dalle Edizioni dell'Uomo Libero, potranno ravvisare nella Holocaustica Religio un secondo specchio, altrettanto irrimediabilmente infranto.

         Nel vallesco affresco - che non manca di puntigliosamente enumerare gli olocausti di serie B, dagli irlandesi ad opera di Cromwell, agli indiani nordamericani, agli armeni, ai civili e prigionieri di guerra tedeschi e giapponesi, ai cambogiani per mano di Pol Pot sino ai tutsi - compaiono infatti, oltre a scrittori, professori, giornalisti, cineasti del jet set internazionale, anche caserecci tripli busti televisivi, nobili ed ieratiche figure di Ministri Guardasigilli, ed altresì si fanno udire le voci discordanti degli sterminazionisti non conformi come Norman Finkelstein, vituperato autore dell' Holocaust Industry, lo scrittore Philip Roth, l'ebreo antisionista Alfred Lilienthal illustratore della “holocaustomania” e lo stesso Gran Rabbino d'Inghilterra Lord Immanuel Jakobovits.

         Va conclusivamente osservato che l'Autore ha ritenuto di esplicitare che nel testo ha lasciato per il 95% la parola a quelli che definisce gli Eletti Arruolati di Jahweh – non mancando di renderci edotti del fatto che il termine “eletto” vuole rendere il participio passato ebraico bahur,  indicante peraltro anche lo studioso del Talmud, avendo un non casuale antecedente linguistico nel babilonese beheru “scegliere, arruolare truppe” - e solo il 5% ai c.d. “negazionisti”, non mancando con l'occasione di regalare “agli appropriatori monopolistici della verità ... moniti tratti dall'Antica Saggezza yiddish”, in lingua originale ed in traduzione, tra cui il decisamente pertinente “a kuh is iber 'n dach geflojen, un hot an ej ferlojren” ovvero “una mucca è volata sul tetto ed ha perso un uovo”.


04/05/2007


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