LIBRI 2009

 

Nabil al-Zeyn


(…) Questo è un libro semplice, un libro forse fin troppo ingenuo nella sua prosa e nei suoi scopi. Ma è un libro pulito, un libro importante. Da far leggere e da discutere. Quando la nostra opinione pubblica sarà in grado di discutere in modo adeguato questi argomenti, avremo fatto un grande passo in avanti. E forse la pace, una pace secondo giustizia, sarà vicina.(Franco Cardini)


Le origini dell’«eterno» conflitto arabo-israeliano - Il ghetto e l’olocausto - La tragedia dei ‘Pellerossa’ della Palestina – Nâser e il nazionalismo arabo - Il Sionismo e la Terra Promessa - 11 settembre - Terrorismo e contro-terrorismo – L’integralismo islamico e quello dei nuovi conservatori americani – Bush, il Sionismo cristiano o spirituale e le guerre del Golfo – Il ruolo delle associazioni segrete - Saddam e Bin Laden - L’Intifâda e i Kamikaze – Cosa succede in Libano - Il Reaganismo e la caduta del Muro – Gli orfani del socialismo reale - Il riformismo, il revisionismo e i voltagabbana – Esiste ancora il Comunismo o sono rimaste solo sigle vuote che vendono merce avariata? - Il nuovo fascismo dal volto umano - L’unipolarismo e l’impero ‘petrolio’ - La vecchia e zoppicante Europa - La Russia imperiale alla riscossa - Il Capitalismo rosso cinese - Il dramma del Terzo e Quarto Mondo - Chi è la nuova proletaria e dove ci porta la riscossa del capitale?!
Argomenti diversi eppur saldamente legati da un unico filo conduttore: il monito dell’autore su un ‘ pericolo incombente ’.
Se tutto ciò non ti interessa e non stimola la tua curiosità, questo libro non è per te… ma puoi ugualmente leggerlo perché “Il sogno” che sta per materializzarsi è un avvincente romanzo nel quale è incastonata la storia documentata. Un’opera che per la prima volta vuol colmare un vuoto a lungo trascurato per rispondere alle esigenze di tutti coloro che, stanchi delle solite storielle prefabbricate, desiderano sapere IL PERCHÉ.

In copertina: Nabil, “Senza Titolo” – tempera su tela – 25 x 35

***

Nabil al-Zeyn.

L'autore, nato a Damasco nel 1944, vive in Italia dal 1966, dove esercita la professione medica. È alla sua seconda impresa letteraria.

Il dramma del Medio Oriente, causato dagli errori ed orrori del colonialismo in quella zona, la travagliata recente storia del mondo arabo e particolarmente la tragedia palestinese li ha vissuti in una chiave dominata da tutto quell'ambito che lo circondava.

Dopo anni trascorsi in Occidente, si è ricostruito tutto un concetto più ampio ed analitico del problema, tale da ritrovarsi come un osservatore in una posizione panoramica che gli permette una visione globale e più obiettiva di tutte le vicende del vicino Oriente, tanto da individuare nella tragedia palestinese la gemella o addirittura la figlia del dramma eterno dell'essere ebreo nel mondo attraverso i secoli.

Oggi, dopo più di quarant'anni, si sente investito di una missione dovuta all'essere un ponte naturale, tra concezioni diverse, di un unico doppio dramma; non volendosi sottrarre al compito di trasmettere la sua esperienza, ha tirato fuori carta e penna per buttare giù la sua testimonianza sincera, nuda e cruda, per tentare di interpretare gli Arabi, mai capiti né onestamente interpretati dai mass-media occidentali sia di sinistra e peggio ancora di destra. Nel descrivere quello che batte nel cuore e nella mente dell'uomo arabo medio, ha dovuto scrivere concetti e frasi da lui non sempre condivisi, ma l'onestà del messaggio implica anche questo, altrimenti avrebbe preso in giro se stesso prima del lettore.

Ha inteso inoltre trasferire al mondo arabo e islamico l'essenza del pensiero occidentale e il dramma del popolo ebraico, che non va visto sempre come aguzzino, ma come un'altra vittima dello stesso carnefice.

Il racconto, in diverse parti autobiografico, ambientato durante i drammatici giorni dell'assedio di Jenîn, vuol essere anche una chiave di lettura dell'Arabo nella sua realtà quotidiana: mentalità, costumi e tradizioni, vizi e virtù, perché solo così si può capirlo e rompere il muro di incomunicabilità che è il principale freno al progresso dell'umanità, per consolidare la pace nel mondo in particolare intorno a questo “laghetto” chiamato Mediterraneo.

 

13/02/2009


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