LIBRI 2010


 

E' da poco stato edito , a cura della casa editrice “Settimo Sigillo” di Roma, “Il falco e il leone”, ultimo saggio del ricercatore storico Vincenzo Maria de Luca, da anni attento e appassionato interprete dei tragici avvenimenti che sconvolsero i nostri confini nord-orientali durante e dopo il secondo conflitto mondiale.
Le foibe, l’esodo di centinaia di migliaia di italiani giuliano-dalmati e le mutilazioni territoriali successive all’8 settembre 1943, seppellirono per sempre l’italianità della Venezia Giulia, rivelando per la prima volta al mondo il vero volto dell’espansionismo totalitarista stalinista e anticipando di fatto l’avvento della “guerra fredda” che di lì a poco avrebbe diviso l’intero pianeta in due blocchi ideologici contrapposti.
Vincenzo Maria de Luca, medico di professione ma saggista storico per passione, è una figura decisamente anomala nel contesto della ricerca storiografica nazionale in quanto, non appartenendo a consessi accademici ufficiali, da oltre quindici anni assembla i suoi lavori soggiornando periodicamente a Trieste, Gorizia e in Slovenia dove raccoglie in prima persona documentazioni e testimonianze direttamente dai protagonisti, indipendentemente dalla loro nazionalità e fede politica.
Numerose le sue conferenze in tutta Italia, specialmente in occasione del “Giorno del Ricordo” del 10 febbraio, istituito con la legge 92 del marzo 2004, come pure le accese discussioni e le contestazioni non solo verbali da parte del mondo intellettuale antifascista e della ricerca storiografica filo-slava che da tempo ha sprezzantemente etichettato l’impegno anti-comunista dei libri di de Luca come “revisionista”. Un episodio su tutti, quello dello scorso maggio 2008 dove i collettivi studenteschi anti-fascisti gli impedirono di parlare alla facoltà di Lettere della Università “La Sapienza” di Roma, nell’ambito di un convegno al quale era stato invitato a parlare sulle foibe dagli altri studenti dell’ateneo.
“Il falco e il leone”, sottotitolo “soldati italiani al confine orientale 1941-1943”, è un interessante approfondimento delle tematiche legate alla frontiera orientale italiana durante la Seconda Guerra mondiale, con particolare riguardo agli anni 1941-1943.
Il difficile rapporto fra italiani e tedeschi, italiani e serbi e soprattutto tra italiani e croati viene analizzato con puntualità e senza prevenzioni di parte attraverso i molti documenti ritrovati e riportati dall’Autore. Attraverso questa lettura viene alla luce l’impossibilità di un rapporto sereno tra le varie componenti etniche presenti su questo scenario di guerra.
Volendo suddividere in due parti distinte “Il falco e il leone”, nei primi capitoli l’autore dimostra su ampia base documentale, l’infondatezza della tesi che le foibe furono una inevitabile risposta all’aggressione fascista della Jugoslavia che, al contrario, era già alleata della Germania e dell’Italia e che tradendo tale alleanza si espose consapevolmente alla reazione di Hitler.
La seconda parte del libro è doverosamente dedicata ai militari italiani che si ritrovarono coinvolti in Jugoslavia in una faida interetnica dai sinistri contorni tribali che esulava da qualsiasi contesto di guerra sino ad allora conosciuto.
Si combatté in Jugoslavia la prima guerra non convenzionale della storia moderna, con tutto il corredo di atrocità che questa comportava e che tutti indistintamente accomunò: vincitori e vinti, nessuno escluso.
Sempre per la “Settimo Sigillo” di Roma e sul medesimo tema, Vincenzo Maria de Luca ha pubblicato: “Foibe. Una tragedia annunciata” (2001), “Venezia Giulia 1943” (2004) e “La memoria non condivisa” (2007).


DANIELE LEMBO


Il libro può essere richiesto Europa Editrice


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Euro 23


13/02/2010


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